Mini torneo con i ragazzi della cooperativa sociale Eughenia organizzato dal Nucleo compatto Bitonto 2013

di DANILO CAPPIELLO
Il bello di essere ultras è che, nonostante le burocrazie anagrafiche e i differenti cromosomi, ci sente fratelli. Come recita uno dei tanti cori ultras, “la vita dell’ultras si sa, conosce soltanto due leggi: coerenza e mentalità”. Due leggi che racchiudono milioni di vite. Simili eppure diverse, unite dalla stessa “fede”. Milioni di chilometri lasciati alle spalle durante ogni trasferta, le sveglie mattiniere anche di domenica, i pranzi a sacco condivisi, lo stare stretti in macchina, il sorreggersi l’un l’altro e il dividersi tutto, anche quando non si ha niente. Perché un “fratello” ultras è per sempre. Anche quando il destino sceglie che non potrai più averlo accanto. Così, l’unico modo per tenerlo vicino è ricordarlo, in pieno stile ultras.Come hanno fatto i ragazzi del Nucleo Compatto Bitonto 2013 che ieri mattina, al “Città degli Ulivi”, hanno dato vita al primo memorial Mario Chirico, tifosissimo neroverde scomparso cinque anni fa.

Una giornata tutta dedicata ai veri valori ultras, condita dalla presenza delle tifoserie organizzate di Bisceglie, Bari e Casarano. Una giornata all’insegna dello sport (e diversamente non poteva essere) con un mini torneo che ha visto protagonisti i ragazzi della cooperativa sociale Eughenia, da sempre “osservati speciali” della tifoseria organizzata neroverde.
Al termine del torneo gli stessi ragazzi sono stati premiati con una medaglia celebrativa da parte del Nucleo Compatto Bitonto 2013.

 

Ricordo dell’amico Mario da parte degli ultras
«Mario per noi era, ed è, più di un fratello. Era capace di dare tutto se stesso per l’amore della maglia, dei colori neroverdi, e per l’attaccamento alla città. Per lui una sconfitta dell’US Bitonto era motivo di tristezza inquantificabile. Ricordiamo ancora oggi ogni singola trasferta fatta con lui, che talvolta riusciva a far passare in secondo piano l’ansia e l’euforia dei novanta minuti di gara. Mario però, al termine della gara, non spariva affatto, per ripresentarsi poi la domenica successiva. Lui per noi, c’era 365 giorni l’anno, e noi anche per lui. Questo era Mario».
Il commento degli organizzatori (NcB.13)
«Dopo averlo ricordato per diversi anni con piccoli gesti, quest’anno abbiamo deciso di ricordarlo nel modo giusto e nel modo che merita, secondo quelle che sono le regole del nostro stile di vita. Con le nostre “piccole” forze, siamo riusciti a fare una grandissima cosa. Un grazie però, va fatto anche agli sponsor che hanno deciso di contribuire. La scelta di ospitare i ragazzi dell’Eughenia è dettata dal fatto che con loro, ormai da tempo, abbiamo instaurato una sorta di rapporto da fratelli maggiori. Noi vediamo in loro il nostro futuro, con la speranza che seguano i nostri valori ultras».
La soddisfazione degli operatori di Eughenia
«Siamo contenti di questo rapporto fraterno che si è instaurato fra gli ultras e i ragazzi. Molti bambini la domenica vanno allo stadio, e il calcio è il filo conduttore che lega le loro vite, e si spera li indirizzi verso un futuro migliore. Lo stare insieme agli ultras ha fatto sì che riscontrassimo effetti positivi sui ragazzi. Iniziative come questa sono proficue per tutti. Spesso i nostri ragazzi vengono denigrati ed etichettati, ma sono ragazzi uguali a tutti gli altri».