| Boicottaggio nazionale under 21 a Fermo |
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| Giovedì 18 Novembre 2010 09:00 |
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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera sugli esiti di un'iniziativa di boicottaggio della nazionale Under 21 a Fermo.
I ragazzi, convinti della loro decisione, già giorni prima hanno inviato comunicati stampa ai giornali, nei quali si spiegava le motivazione della loro sofferta decisione e si invitava la cittadinanza a boicottare l'evento; hanno partecipato al programma radiofonico sportivo nella radio locale ed infine hanno esposto per 90 minuti uno striscione di carta nella partita in casa della Fermana, antecedente quella della Nazionale, con scritto: “Boicottiamo l’Under 21 alle ore 15”. Detto ciò, i ragazzi del “Nucleo” fermano, avevano deciso di appendere lo stesso striscione oggi nella partita degli azzurrini, transennare lo spicchio centrale della curva dove prendono posto la domenica con il nastro rosso e bianco, e consegnare ad ogni spettatore che entrava al “Recchioni” un volantino dove si spiegavano le motivazioni per chi ancora non le avesse capite; poi via tutti a seguire la Fermana a Tolentino per la coppa. Ed è qui che avviene il fattaccio: all'arrivo dei ragazzi, nei pressi dello stadio si respirava già aria di tensione, cosa inspiegabile per una partita che dovrebbe essere una festa, con la celere tutta spiegata in assetto antisommossa e tutte le più alte cariche della polizia al completo, giunte a Fermo anche da Ascoli e Ancona. Da qui nasce subito un diverbio con il questore di Ascoli che ci vieta di consegnare i volantini (badate bene, i volantini venivano consegnati fuori lo stadio e non dentro, quindi non c’era motivo di sequestrarli) e ci invita a buttarli o a consegnarli a lui personalmente; inoltre ci vieta di appendere lo striscione di carta e, di conseguenza, di recintare con il nastro rosso e bianco il nostro settore di curva (stiamo parlando di 300-400 posti a sedere su una curva che ne contiene 4.500), altrimenti ci avrebbe diffidati tutti. I ragazzi hanno insistito perché il comportamento della polizia non trovava ragione di esistere, visto che il tutto era fatto nella massima tranquillità e trasparenza, inoltre fuori dallo stadio. I toni si sono subito accesi, la polizia insisteva col minacciare e la celere iniziava a raggrupparsi sempre di più. In quel preciso momento, alcuni ragazzi che frequentano la curva e semplici curiosi si sono avvicinati per vedere a cosa fossero dovute quelle urla davvero inspiegabili; la risposta del questore è stata che se non andavano via avrebbe diffidato chiunque si accalcava lì in mezzo, e la celere ha iniziato a spingere, arrivando alle soglie di una carica. Insomma robe da pazzi, e soprattutto senza alcuna motivazione plausibile alla base. Comunque, a chi interessa, seguiranno delucidazioni più chiare nell’immediato futuro.
Lettera firmata. |







