Fonte:

Il Giorno

La notizia vera sarebbe che a valere il daspo è anche una semplice accensione di fumogeni a scopo coreografico. Anche quando ciò avvenga senza nessun danno per cose o persone, senza che vi sia turbativa dell’ordine pubblico o della gara in corso. Poi i numeri roboanti di tali daspo vengono strumentalizzati a riprova della pericolosità sociale degli ultras e, oltre al danno la beffa, per una loro ulteriore criminalizzazione. A pagar dazio, in questo caso specifico, due tifosi della Giana Erminio di Gorgonzola, daspati per i fumogeni e ai quali, in quest’ultima istanza, è stato respinto il ricorso e confermata la sanzione. 

 

La Corte di Cassazione ha confermato il Daspo, ossia il divieto di accedere alle manifestazione sportive, per due tifosi della Giana Erminio che avevano presentato ricorso. L’episodio risale al 9 gennaio 2016, quando era in programma la partita di campionato di Lega Pro tra i biancazzurri ed il Pordenone, allo stadio comunale Città di Gorgonzola. A pochi minuti dall’inizio della gara erano stati accesi tre fumogeni, subito spenti dai vigili del fuoco, da parte di spettatori presenti nel settore della tribuna occupato dal gruppo ultras Highlanders. Il match si era poi svolto regolarmente ed era stato vinto dagli ospiti.

I due tifosi erano stati sanzionati con un anno di inibizione. Gli Higlanders peraltro, durante l’ultimo campiontato, avevano annunciato, con un comunicato su Facebook del 18 gennaio di quest’anno, la “sospensione della militanza fino a fine stagione” insieme ad un altro gruppo di tifosi organizzati, i Quelli Di Sempre. Sospensione terminata poi in occasione dei playoff. I due tifosi, invece, avevano presentato ricorso contro il Daspo. Ricorso respinto, tuttavia, e pena confermata.