Il sito d’informazione “Pisa Today” dà voce di quest’ultimo comunicato della Curva “Mau Alberti” di Pisa: con l’ultima gara di questo travagliato campionato di Serie B andrà in scena l’ultimo atto della protesta per le diffide di Pisa-Brescia. Uno di quei casi in cui la scure della legge s’è abbattuta in maniera sinceramente sproporzionata sulla tifoseria ma che, contrariamente a quel che poteva succedere, ha finito per compattare ancora di più l’intera piazza anziché disgregarla e disintegrarla. Una prova di vero carattere dei tifosi nerazzurri, in una stagione difficile anche per quanto avvenuto in campo e in sede societaria.

***

Termina il campionato, ma non si abbassa il tono della protesta e la compattezza del fronte della Curva Nord Maurizio Alberti contro le misure amministrative prese dalla Questura di Firenze nei confronti dei tifosi nerazzurri rimasti coinvolti negli ormai celebri ‘fatti di Empoli‘.

Attraverso un comunicato diramato poco fa, i gruppi organizzati del nucleo del tifo nerazzurro più caldo hanno voluto sottolineare l’apprezzamento nei confronti del sostegno ricevuto da parte dell’intera città nella protesta condotta contro i numerosi daspo emanati dalla questura fiorentina a seguito degli incidenti occorsi prima del fischio d’inizio di Pisa – Brescia dello scorso 17 settembre, nei pressi dello stadio di Empoli.

“Si è percepito che non c’erano ragioni settoriali o personali, ma di interesse collettivo: la Curva Nord è l’anima del tifo pisano e deve essere difesa a oltranza, tanto più quando è oggetto di attacchi non solo dal punto di vista giudiziario ma anche mediatico, con ricostruzioni dell’accaduto manifestamente ingiuriose e false”, si legge nel comunicato.

LA PROTESTA. I gruppi ultras della Curva Nord spiegano come le diffide siano arrivate a toccare quota 60 unità: tante sono le persone colpite da daspo di varia entità (divieto di accesso alle manifestazioni sportive dai 3 agli 8 anni, in alcuni casi con l’obbligo di firma), che si vanno ad aggiungere alle 8 arrestate sul posto. Il lavoro predisposto dai difensori legali dei sostenitori nerazzurri sta proseguendo, attraverso l’interrogazione parlamentare ed il ricorso al TAR Regionale, per dimostrare che “non si è trattato di un agguato premeditato come dipinto dalla Questura locale”, si legge nel comunicato.

I gruppi ultras concludono con l’ultimo appello del campionato: “Chiediamo un ultimo sforzo, un estremo segnale di unità e attaccamento. Al 60esimo minuto della partita, inviteremo tutto lo stadio a voltare le spalle al campo, siamo certi che non servirà chiederlo ma che tutti spontaneamente seguiranno: l’ennesimo gesto simbolico, dimostrativo, che non c’è rassegnazione, ma guardia alta e unità di intenti, nella convinzione che quando ci muoviamo tutti insieme possiamo ottenere risultati impensabili. Passione, determinazione e unità sono state la forza della nostra città”,