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DALLO STRETTO AL LAGO
Como-Messina è una di quelle partite incerte fino all'ultimo:
la compagine lariana, abbandonata dal tanto chiacchierato presidente
"pseudo ultrà" Preziosi, si trova in una posizione
di classifica decisamente poco incoraggiante ed ha la necessità
assoluta di incassare tre punti che consentirebbero di respirare un
po' liberandosi, temporaneamente, dalle melme di una graduatoria poco
felice.
Il Messina invece, rinnovato dal cambio di rotta della gestione Mutti,
viene da una striscia incredibile di risultati utili che lo posizionano
ai vertici della classifica e pienamente in corsa verso la serie A,
tanto agognata dai messinesi e da un presidente, Franza, espressione
della loro terra.
La partita si mette bene per il Como, preso per mano dal rientrante
capitan Ferrigno, grazie al goal del vantaggio siglato da Tarozzi.
Nel secondo tempo il talentuoso Parisi pareggia mettendo a segno un
rigore molto contestato dai padroni di casa: per i giallorossi è
un pareggio che dà morale e il quinto posto solitario in classifica.
Glii ultras lariani, guidati dagli storici "Ultras Como"
e affiancati dagli inossidabili "Panthers" e "Solo
Cylom", appendono i loro tradizionali stendardi alla recizione
(veramente inspiegabile una curva "ghigliottinata" in due
parti proprio in coincidenza della porta) e animano coreograficamente
il loro settore con un buon sventolio di bandiere e bandieroni sia
all'inizio che durante tutto il match; dal punto di vista vocale,
è solo il nucleo centrale a cantare, mentre il resto delle
persone in curva osserva la partita in silenzio.
(continua a pag. 5)
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