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DALLO STRETTO AL LAGO

Como-Messina è una di quelle partite incerte fino all'ultimo: la compagine lariana, abbandonata dal tanto chiacchierato presidente "pseudo ultrà" Preziosi, si trova in una posizione di classifica decisamente poco incoraggiante ed ha la necessità assoluta di incassare tre punti che consentirebbero di respirare un po' liberandosi, temporaneamente, dalle melme di una graduatoria poco felice.
Il Messina invece, rinnovato dal cambio di rotta della gestione Mutti, viene da una striscia incredibile di risultati utili che lo posizionano ai vertici della classifica e pienamente in corsa verso la serie A, tanto agognata dai messinesi e da un presidente, Franza, espressione della loro terra.
La partita si mette bene per il Como, preso per mano dal rientrante capitan Ferrigno, grazie al goal del vantaggio siglato da Tarozzi. Nel secondo tempo il talentuoso Parisi pareggia mettendo a segno un rigore molto contestato dai padroni di casa: per i giallorossi è un pareggio che dà morale e il quinto posto solitario in classifica.
Glii ultras lariani, guidati dagli storici "Ultras Como" e affiancati dagli inossidabili "Panthers" e "Solo Cylom", appendono i loro tradizionali stendardi alla recizione (veramente inspiegabile una curva "ghigliottinata" in due parti proprio in coincidenza della porta) e animano coreograficamente il loro settore con un buon sventolio di bandiere e bandieroni sia all'inizio che durante tutto il match; dal punto di vista vocale, è solo il nucleo centrale a cantare, mentre il resto delle persone in curva osserva la partita in silenzio.

(continua a pag. 5)
L'accoglienza della curva nord per Max Ferrigno
Presenza degli amici dell'Olimpique Lione
Sbandierata Panthers
SPORT PEOPLE N. 2/2004 - Pag. 4

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