|
|
Ci ha scritto un lettore critico con l'editoriale
dello scorso numero. Non abbiamo problemi a darne spazio, sperando
che sia utile anche a sollecitare un dibattito serio con gli altri
lettori.
"Mi dispiace e mi rattrista vedere come delle curve, degli
Ultras vengano sfruttate da chi fa soldi e specula sulla loro pelle.
Mi da anche fastidio la vostra presunzione nell'etichettare chi
resta libero.
Sono un Ultras della Lazio, e non sono in rappresentanza di nessun
gruppo, ma penso che tutta la mia curva condivida il mio pensiero.
Non posso non scrivere quando leggo in prima pagina della Vostra
rivista virtuale, che i tifosi della Lazio e della Roma screditano
oggi il Movimento Ultras, nulla di più sbagliato. Anzi. Gli
Ultras di Lazio e Roma da anni sono in prima fila nella lotta al
calcio moderno, ancor prima della farsa del Progetto Ultrà.
Non a caso fummo noi Ultras della Lazio a creare il termine "Mentalità
Ultras" con la frase diventata simbolo: "Contro il calcio
moderno, MENTALITA' ULTRAS", scopiazzata in vario modo in tutta
Italia.
Fummo ancora noi, in collaborazione con i Boys della Roma e gli
Ultras Romani ad organizzare la prima manifestazione Nazionale del
vero Movimento Ultras, ospitandola nella nostra città, che
raccolse un grande successo. Dove però solo il giorno prima,
tutte le tifoserie addomesticate da Progetto Ultrà si tirarono
indietro, riproponendola a Milano qualche mese dopo.
Il Vostro caro progetto Ultrà, da anni ormai non ha fatto
NULLA di concreto per combattere questa repressione, al massimo
ha distribuito qualche volantino, al contrario di quanto succede
per parte della Sud Romanista ma soprattutto Curva Nord di Roma,
vittima nell'ultimo anno di CENTINAIA di diffide, e circa trenta/quaranta
ARRESTI, tra cui alcuni esponenti degli Irriducibili e della Banda,
e nonostante ciò la curva di cui tanto chiacchierate e sparlate
è ancora sulla cresta dell'onda, in prima fila. Mentre il
Vostro Progetto Ultrà riceve fondi dalle stesse istituzioni
che "contesta" a parole, tra cui anche l'Unione Europea,
che, guarda caso, qualche mese fase ne uscì con un dossier
sulle tifoserie Italiane, su internet, bollando il sito degli Irriducibili
come "razzista" e "xenofobo", notizia che potete
constatare assolutamente falsa e inventata, se non l'avete ancora
fatto, fatevi un giro su www.irriducibili.com e vedrete.
Non siamo noi a screditare il Movimento Ultras, ma Voi con il Vostro
Progetto Ultrà a rovinare una causa.
Noi siamo il Movimento Ultras, Progetto Ultrà e chi con loro
sta solo chiacchiere e infamità."
Un Ultras della Curva Nord della Lazio, Andrea P.
|
|
|
|
|
Risponde
l'autore dell'articolo contestato.
Grazie per l'opinione anche se continuo a pensarla diversamente. Rispondo
a titolo personale, senza peraltro nascondere che condivido a pieno
il lavoro di Progetto Ultra.
La vicenda della manifestazione di Roma della scorsa primavera non
è andata esattamente come dici tu: all'organizzazione avevano
lavorato per mesi molti gruppi ultras e del resto fino a pochi giorni
prima gli stessi capi Irriducibili erano in costante contatto con
Progetto UItrà, salvo poi da un lato farlo diventare improvvisamente
un soggetto sgradito e dall'altro tentare di fare mettere a quella
manifestazione il "cappello" delle tifoserie di casa. Questa
è stata una sensazione diffusa, tanto che, appunto, anche gli
altri gruppi poi si sono tirati indietro. Francamente è un
po' difficile affermare che Bresciani, Atalantini, Granata, Doriani,
ecc. siano esattamente addomesticabili, da chicchessia. Resta il fatto
che da quel momento in avanti Progetto Ultrà ed i gruppi che
con esso collaborano sono diventati bersagli di striscioni con accuse
quantomeno fuorvianti, se non palesemente falze. In una parola: propaganda.
Stupiscono soprattutto perché, al di là di tutto, dopo
la rottura sulla Manifestazione di Roma i gruppi "non partecipanti"
non si può dire che abbiano lavorato nella direzione di allargare
lo strappo. Anzi, proprio lo stesso Progetto Ultrà ha dato
risalto a quella manifestazione, senza entrare nel merito delle polemiche.
Visto dall'esterno, e mi pare un'opinione molto diffusa, chi si è
messo di buona lena ad allargare il fossato sono stati proprio Laziali
e Romanisti, con un atteggiamento appunto esattamente opposto a quello
che nel 1993 aveva portato anche loro in prima linea contro la repressione.
Sarebbe interessante capire i motivi veri di tutto questo agitarsi
e si intravvedono motivi strumentali che con il mondo ultras hanno
veramente poco a che fare. L'evidente distacco da certe iniziative
da parte di altri gruppi "più storici" delle due
curve da questo punto di vista non appare casuale.
Sul fatto che Progetto Ultra non abbia fatto nulla per il mondo ultrà
non sta a me dirlo, tuttavia non sono d'accordo nemmeno su questo.
Il lavoro che viene svolto non è appariscente per chi non lo
vuole vedere, ma c'è eccome da quasi 10 anni. Per essere concreti,
ad esempio, lo sbattimento fu notevole per ricostruire la dinamica
dei fatti che causarono il coma ad Alessandro Spoletini, qualche anno
fa proprio a Bologna. Comunque abbiamo intenzione di fare una chiaccherata
direttamente con loro ed eventualmente ne daremo conto, anche per
le altre questioni sollevate.
Infine, a mio giudizio la mentalità o la forza di un gruppo
e/o una curva non si misura dal numero di diffide ed arresti, ma soprattutto
dalla capacità di assumersi responsabilità, talvolta
anche "scomode" o poco affascinanti ma necessarie in certi
momenti: provocare incidenti "a prescindere" con le forze
dell'ordine piuttosto che devastare una stazione ferroviaria, ad esempio,
non appartiengono quantomeno alla mia scuola ultras. Poi ognuno faccia
quello che vuole ma, appunto, si assuma le proprie responsabilità
e si domandi quanto certi comportamenti (striscioni "ad effetto"
compresi) siano più utili alla propria causa (o mera immagine)
di "ribelli e puri" ad ogni costo o a quella del mondo ultras.
LELE |
|
|
|
|