Articolo de “Il Corriere della Sera”, sull’argomento del momento, ossia la presunta eliminazione della tessera del tifoso. Che più che altro va letta come una “smaterializzazione” della stessa vista la perdurante presenza dell’articolo 8 e 9 e della novità del “daspo” a discrezione delle singole società. Una spiegazione generale delle novità, anche se ovviamente non è tutto oro quello che luccica e resta più di qualche punto quanto meno opinabile.

 

Obiettivo: riempire di nuovo gli stadi

Il sogno è di rivedere gli stadi italiani pieni di passione, colore, cori e, soprattutto, famiglie. Per questo (un po’) bisogna rischiare. A partire da questa stagione, crocevia nel rapporto Stato-tifosi-società calcistiche, verrà mandata in soffitta, più o meno gradualmente, la tanto discussa Tessera del tifoso. Nata sull’onda dello sdegno per l’assassinio dell’ispettore Filippo Raciti negli incidenti dopo Catania-Palermo del 2 febbraio 2007, per il quale furono poi condannati due tifosi etnei, la tessera era stata introdotta definitivamente dopo una serie di lungaggini burocratiche e logistiche a partire dal campionato 2010-11. Da allora è stata molto criticata non solo dagli ultrà ma anche da gente come l’allora c.t. azzurro Marcello Lippi e l’ex presidente Uefa Michel Platini. Sette stagioni dopo, per effetto del protocollo di intesa «Il rilancio della gestione, tra partecipazione e semplificazione» siglato pochi giorni fa tra Figc, Coni, Ministero dell’Interno e Ministero dello Sport, tutto comincia a cambiare. Nella forma, ma anche nella sostanza. Con l’obiettivo di far crescere non solo il tasso di serenità e di accoglienza sugli spalti dei nostri (rinnovabili) stadi, ma il numero stesso degli spettatori in tutti i settori. Sì perché nel frattempo, se è vero che il numero di incidenti e tafferugli fra opposte tifoserie è drasticamente diminuito, lo stesso trend ha riguardato anche il numero di spettatori allo stadio. Una brutta tendenza che va invertita in fretta. In ballo c’è il futuro del nostro calcio.

Come funzionava la vecchia Tessera

Fino alla scorsa stagione la Tessera del tifoso serviva principalmente per regolamentare le trasferte al seguito della propria squadra e l’entrata nei settori dello stadio riservato agli ospiti, snellendo il controllo dei documenti ai varchi di acceso allo stadio. Indubbio era il vantaggio sul piano della sicurezza, visto che escludeva i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati «da stadio». Con la Tessera si costituivano i cosiddetti «dipartimenti dei tifosi», applicazione già praticata con successo in vari campionati del continente. Su di essa quindi si potevano caricare direttamente gli abbonamenti e le società la potevano sfruttare sul piano del merchandising.

Il drastico calo degli spettatori

Ma quanto ha inciso la Tessera sull’affluenza negli stadi? Parecchio, sembrerebbe. Anche se sul calo di tifosi nei nostri stadi pesano pure altri fattori. Parlando solo di serie A (dati dell’Osservatorio del Calcio Italiano) emerge che l’ultima stagione con 22.217 spettatori di media ha fatto registrare un decremento dello 0.02% rispetto al campionato 2015-16 (22.221). Si tratta della seconda peggiore media spettatori dell’ultimo quinquennio: -5.4% rispetto al 2013-14 (23.481), addirittura -9.9% rispetto al 2012-13 (24.655). Il primato negativo spetta ancora alla stagione 2014-15 (22.057). Le ultime stagioni senza la definitiva applicazione della Tessera? 25.570 spettatori di media nel 2009-10 e 25.779 nel 2008-09. Dunque sono stati 3.562 gli spettatori persi in 9 edizioni di serie A, quasi il 14%.

Come cambierà: biglietti «liberi»

In tre anni, gradualmente, la vecchia Tessera del tifoso diventerà una sorta di semplice «Fidelity Card», strumento utile insomma (ma non più indispensabile) soprattutto per fidelizzare il tifoso abituale e per coinvolgerlo in iniziative di marketing e merchandising. Finisce il tanto odiato «carattere obbligatorio» del programma. Grazie al nuovo Protocollo saranno snellite, facilitate e rese più «accoglienti» le modalità di vendita dei tagliandi d’ingresso allo stadio. Sarà consentita la vendita dei biglietti anche poche ore prima della gara, pure ai tifosi ospiti (ma solo di settori «non dedicati»). Il tutto tranne per le gare a cui l’Osservatorio per le manifestazioni sportive assegnerà un indice di rischio elevato.

Verona-Napoli primo test

Il primo test probante sarà Verona-Napoli del 19 agosto alle ore 20.45 allo stadio Bentegodi. Una volta era considerata partita ad altissimo rischio incidenti. In questi giorni invece l’Osservatorio ha stabilito che è concessa la vendita dei tagliandi d’ingresso (testualmente) «…per il settore ospiti nel limite della capienza stabilita dall’Autorità di P.S.; la vendita dei tagliandi per il settore ospiti, ai residenti nella Regione Campania solo se sottoscrittori del programma di fidelizzazione della S.S.Napoli Calcio (possessori della Tessera del Tifoso.ndr) ed ai residenti nelle altre regioni anche se non possessori di tessera del tifoso; e la vendita dei tagliandi per tutti gli altri settori dello stadio ai residenti nella Regione Veneto, anche non in possesso di tessera del tifoso…».

Abbonamenti «free» e potere di revoca per i club

Importanti le ricadute immediate sulle campagne abbonamenti. Una sarà la possibilità per tutti i tifosi di abbonarsi liberamente, senza esibire o dover aderire alla Tessera del tifoso. Un’altra prevede la possibilità di revocare l’abbonamento ai tifosi sgraditi: un utile strumento in mano alle società per allontanare i facinorosi (non solo delle curve). Il provvedimento potrà essere preso a seguito della sottoscrizione di un codice etico firmato all’acquisto dell’abbonamento.

Stop ai mini abbonamenti

Uno dei sistemi «all’italiana», praticato soprattutto in ambiente ultrà, per aggirare i paletti del programma Tessera del tifoso era stata negli anni l’introduzione del «voucher», pacchetto di massimo 10 partite acquistate in un mini abbonamento che consentiva ai tifosi di non aderire alla Tessera. Per effetto del nuovo Protocollo questo sistema non sarà più praticabile.

Rullo di tamburi

Il nuovo Protocollo consente la reintroduzione negli stadi di megafoni e tamburi, secondo la stessa disciplina attuata per gli striscioni. Il G.O.S. (Gruppo Operativo Sicurezza) valuterà il contesto ambientale e rilascerà l’autorizzazione a condizione che il numero sia proporzionato alla grandezza del settore e che i tamburi siano ad una sola battuta: il referente dovrà essere preventivamente identificato. Il Protocollo siglato l’altro giorno prevede anche l’eliminazione della campagna «porta un amico allo stadio» che consentiva ai possessori di regolari abbonamenti, tramite l’esibizione della propria Tessera del tifoso, l’acquisto di un tagliando (spesso scontato al 50%) per un amico.