L’Organizzazione sindacale della Polizia di Stato “Italia Celere” ha diramato un comunicato stampa dopo i recenti scontri di Bergamo, firmato Andrea Cecchini: Segretario Generale Nazionale. Di seguito il comunicato:

“Ultimo Stadio. È il titolo di un docufilm ma anche il titolo di coda della Sicurezza negli Stadi. Continuiamo a pensare che misure quali daspo e tessera del tifoso non siano la soluzione; quest’ultima, addirittura, limita la libertà dei cittadini, non rieduca ed è solo uno pseudo-sistema per nascondere. Il docufilm lo ha dimostrato: chiudere le curve o separarle per uno striscione o un coro o multare i tifosi per un cambio di posto sono palliativi quando poi alla prima occasione gli ultras agguerriti e violenti si travisano e scorrazzano per la città liberi, senza regole, armati di tutto (e qualcuno estraneo all’evento addirittura con una pistola!). Quelle immagini che noi operatori già conoscevamo c’hanno lasciato attoniti, anche per quelle comunicazioni radio e quella carenza di strumenti e personale che hanno impedito e tuttora impediscono un controllo assoluto sulla città. È vero, negli ultimi anni si è di gran lunga ridotta la percentuale di scontri negli Stadi italiani ma semplicemente perché non si mandano più i tifosi allo Stadio a discapito della passione. Dove sono aumentati gli scontri? Nelle categorie inferiori ed in tutte quelle partite dove non si può applicare la tessera del tifoso, cioè nelle partite internazionali e nelle “finali di coppa” dove non si possono chiudere i settori (ricordiamo ad es. russi, serbi e polacchi). Lo diceva il Presidente Matarrese… lo Stato ha la forza e la capacità di arginare il problema. Come in Inghilterra, del resto, dove c’era appena appena il problema hooligans e la Thatcher l’ha risolto a modo suo, con la massima pena restrittiva! Tuttora Stadi aperti, pieni di gente e bandiere, di colori e calore, ma soprattutto senza barriere! Qual è la soluzione? APPLICAZIONE DELLA LEGGE E CERTEZZA DELLA PENA. Semplice, chi sbaglia paga! C’è voluto poco, pochissimo… il primo atto di violenza 4 anni di galera. Ed il nostro Diritto Penale oltre che sul favor rei si fonda anche sulla funzione rieducativa della pena; in Inghilterra ha funzionato e funziona, in Italia è impensabile, com’è possibile? Quel che è accaduto a Bergamo domenica 20 novembre conferma la nostra tesi: perché un gruppetto di tifosi deve mettere a repentaglio la sicurezza della brava gente che vuole seguire la propria passione? Ma se quei violenti sapessero di finire in galera lo farebbero ancora??? Domenica dopo domenica riusciremmo ad arginare il problema-violenza ultras semplicemente applicando le Leggi che già esistono in tutti gli Stadi Italiani, non solo in uno stadio ma in tutti indistintamente. Noi siamo per le Libertà, a patto che rispettino le regole. Come siamo parimenti a favore della libera espressione nelle manifestazioni di piazza dove si riversano molti violenti ma nessuno cerca soluzioni, nemmeno palliativi. L’applicazione della Legge e la certezza della pena rendono Giustizia e soprattutto Sicurezza agli altri tifosi che onestamente e liberamente si approcciano alle partite di calcio. Invece, lasciandoli liberi di perpetrare reati, oltre che creare pubblica insicurezza agli altri diamo noi stessi un’immagine d’impotenza…immagine che non compete alle donne ed agli uomini della Polizia, il cui impegno e la cui professionalità sono elevatissimi. Ma anche lasciandoli decidere come a Pescara dove l’Osservatorio si è piegato alle recriminazioni degli ultras pescaresi che non volevano “prestare” lo Stadio ai tifosi ascolani e perugini…e poi parliamo di beneficenza a favore dei terremotati! Che tristezza. Chiudiamo con le immagini del docufilm di Sky dei tifosi che invadono il campo e lo saccheggiano. Quella è l’impotenza causata dal decreto Pisanu che obiettivamente ancora non si adatta ad un popolo immaturo e reso tale proprio dalla non-applicazione della Legge. Non basta recepire una Legge dall’Europa se dopo non siamo in grado di applicarla”.