Gli Ultras Modenesi lo avevano già anticipato alla vigilia di questa inattesa e forzata trasferta: non sarebbero stati in quel di Forlì, avrebbero disertato dando perciò appuntamento a tutti i tifosi presso il campo sportivo “Novi Sad”, a due passi dalla loro prima casa. A costringerli infatti lontani dal “Braglia” non sono cause di forza maggiore, ristrutturazioni o altri lavori di sorta, ma una querelle fra il patron Caliendo e il Comune di Modena che reclama arretrati mai versati per l’uso dello stadio. Da qui la scelta della giunta modenese di revocare il nullaosta per l’utilizzo del “Braglia” e quindi l’esilio in quel di Forlì per la gara contro la Pistoiese in Coppa Italia. Esilio che potrebbe perdurare se la frattura fra le parti non dovesse rientrare.
In questo articolo di TRC, racconto e video dell’insolita partita dei tifosi gialloblu, vissuta a distanza dalla loro squadra.

Rialza almeno parzialmente la testa il Modena, nella seconda gara stagionale di Coppa Italia di Serie C. Dopo il 4-0 incassato a Pontedera i canarini hanno pareggiato 1-1 con la Pistoiese sul neutro di Forlì. A segno su rigore il nuovo acquisto Francesco Giorno.

Intonano lo storico inno della tifoseria gialloblù, gli ultras del Modena. Un canto insolito, dalla tribuna del Novi Sad, ma parole quanto mai calzanti visto il periodo vissuto dal club canarino. Nuèter sàm da rispèter, vogliamo rispetto: nell’ultimo verso del coro simbolo della tifoseria gialloblù c’è il messaggio che sintetizza una giornata per certi versi surreale. Mentre il Modena gioca sul neutro di Forlì, esilio forzato causa le note inadempienze di Caliendo nella gestione dello stadio Braglia, i tifosi organizzati disertano la trasferta e si ritrovano al Novi Sad. Lì, dall’altra parte della strada rispetto alla Curva Montagnani, si respira quell’aria di casa che la chiusura del Braglia ha negato. Il prologo c’era stato in mattinata, quando alla partenza del pullman della squadra di Capuano i tifosi si erano ritrovati una prima volta per lanciare un messaggio di sostegno a calciatori e tecnici. “Nonostante un presidente indegno avrete il nostro sostegno” lo striscione inequivocabile esposto mentre il pullman partiva per Forlì. Nel pomeriggio il bis, in cui si ribadiva il concetto che la casa del Modena è il Braglia e che quella casa, così come i tifosi, merita di essere rispettata da una società sciatta nella gestione, povera nelle idee e nelle risorse economiche, impermeabile ai confini dell’arroganza di fronte alle contestazioni. Una strategia, quella di Caliendo, che oltre agli evidenti disastri tecnici e gestionali ha prodotto anche questa frattura, ormai insanabile, con la tifoseria. E l’invito per l’attuale proprietario, ormai colonna sonora fissa di ogni partita del Modena, resta sempre lo stesso.