|
Un secco no alla tessera del tifoso. È questo lo slogan che cerchiamo di difendere e di sostenere con le nostre forze. Un’opposizione che nasce dalla consapevolezza dell’inutilità di uno strumento dello stato da ritenere repressivo e commerciale.
È chiaro che la vera natura di questa carta non sia quella di agevolare le condizioni di accesso allo stadio ed eliminare la violenza nello sport. Sono innumerevoli, invece, le problematiche che questa tessera ha provocato nel suo primo anno di utilizzo: mescolanza tra tifosi ospiti e locali, permanenza di imposizioni e divieti dai vari comitati di analisi e questure, diminuzione reale del numero degli spettatori sugli spalti, discriminazione dei tifosi considerati violenti perché non tesserati. Il fine della tessera è quello di uccidere la passione delle persone per ridurle a semplici consumatori di un prodotto calcio, figlio dei potenti signori del sistema che mirano esclusivamente ad arricchirsi sulla passione dei tifosi. L’introduzione della tessera annienta la passione dei tifosi perché permette che le questure italiane possano negare il rilascio del documento a coloro che sono ritenuti soggetti “violenti”, anche se già hanno pagato scontando un DASPO pluriennale. L’idea di vivere i gradoni degli stadi italiani senza un nostro compagno non può essere accettata. Prima di sostenere i nostri colori difendiamo i nostri diritti. Difendiamo la libertà di vivere lo spirito ultras con i nostri compagni, non lasciamo che ci vietino anche il diritto di vivere l’esperienza aggregativa di gruppo (la realtà ultras ultimo esempio di tale fenomeno). Rinneghiamo questo strumento non tesserandoci. È assolutamente non condivisibile l’idea che una qualsiasi tessera possa essere l’unico mezzo per acquistare il tagliando d’ingresso dei settori ospiti di ogni stadio d’Italia, negando così la libertà di ogni cittadino di poter assistere liberamente ad un evento sportivo. È chiaramente un provvedimento anticostituzionale che oltrepassa la sfera della libertà di ognuno di poter circolare senza divieti per il territorio italiano. La privazione della libertà di movimento è un atto liberticida che si contrappone in maniera decisa contro gli stessi diritti che la costituzione italiana sancisce nei suoi articoli. La nostra privacy viene invasa da questo strumento che ci scheda individualmente e che attraverso la tecnologia RFID ne permette la tracciabilità con appositi rilevatori a distanza. Non è possibile comprendere quale possa essere l’idea alla base di questa schedatura che declassa i tifosi e cittadini italiani in mandrie di animali da controllare e controllabili in giro per la penisola. Necessariamente nasce il bisogno di ribellarsi a questa condizione di cittadini di seconda classe che da anni vengono considerati cavie da laboratorio per esperimenti che portino a strumenti repressivi da estendere a tutta la società. Dopo le limitazioni alla nostra libertà di espressione con normative che vietassero l’esposizione di striscioni e l’utilizzo di megafoni e tamburi, opponiamoci senza indugi all’ennesimo tentativo di controllo sulle nostre persone. Non importa se molti gruppi ultras hanno già ceduto o cederanno presto per poter assistere alle partite della loro squadra del cuore, poiché tesserarsi significherebbe darle vinta agli affaristi del calcio: “Zero compromessi, a testa alta senza permessi”. Giulianova, di fatto, non si tessera. Noi preferiamo mantenere la nostra identità ribelle ed anticonformista, piuttosto che cedere alle richieste di un sistema che mira a difendere solo i propri interessi. A noi interessa difendere quell’ insieme di valori che nasce da un’esperienza collettiva sana che è quella del gruppo ultras e di proteggere quel particolare modo di essere che tanto ci ha dato ed a cui tanto abbiamo dato. Non ci importa se vogliono eliminarci a tutti i costi, poiché non idonei alla figura del consumatore tipico da loro ideato, cioè capace di sopportare ed accettare tutte le imposizioni dall’alto, spacciate erroneamente come soluzione estrema ai mali del calcio, semplicemente per assistere in maniera passiva alla manifestazione dello spettacolo calcistico da loro realizzato. Noi, invece, continueremo a gridare il nostro pensiero, disallineandoci al sistema. Nel sistema calcio attuale sarebbe più facile festeggiare una retrocessione della propria squadra (a causa di demeriti sportivi o motivi fallimentari), anziché gioire tutti insieme per una promozione conquistata sul campo e sudata tutto l’anno faticosamente sugli spalti. Dire ciò sembrerebbe pura blasfemia, ma nel calcio moderno attuale la militanza nei meno nobili campionati dilettantistici rappresenterebbe l’unico modo per vivere da ultras liberi con i nostri compagni le nostre trasferte e le partite casalinghe, evitando divieti e restrizioni vari. Consapevoli delle difficoltà a cui andremo incontro, senza indugi difendiamo i nostri diritti: NO alla tessera del tifoso
Gruppo Mercato Giulianova Ultras
|