Passi avanti per il ritorno delle “terraces” negli stadi inglesi. O meglio: di una loro versione evoluta, le cosiddette “rail seating”, i posti reclinabili già presenti, tra gli altri, in Germania e al Celtic Park di Glasgow. I club della Premier League dopo un primo incontro di oggi si sono accordati per proseguire il dialogo in vista della reintroduzione di settori con posti in piedi. La parola d’ordine resta quella della sicurezza, ma sembra esserci ottimismo per riportare un po’ di passione negli stadi inglesi seguendo peraltro un modello che sta funzionando in tanti Paesi europei.

A spingere i club a questa scelta sarebbe la mancanza di atmosfera che via via si respira sempre di più negli impianti d’Inghilterra, come denunciato in questi anni da più parti e proprio ieri anche dal Guardian. Estremizzando, gli impianti d’Oltremanica sono diventati dei teatri frequentati da ricchi turisti, senza cori, senza passione. Ma nel vendere a peso d’oro i diritti tv, la Premier League punta molto anche sull’atmosfera unica che si vive nei suoi stadi, un bluff che non può durare a lungo. Meglio riportare un po’ di sana passione dei tifosi veri, quelli duri e puri. In prima linea su questo fronte sarebbe il presidente del West Ham, David Gold. Inoltre, un settore chiaramente riservato ai posti in piedi, paradossalmente permetterebbe invece di far osservare con più rigidità la regola di stare seduti negli altri settori, evitando gli ibridi con spettatori in piedi che coprono la visuale di chi vuole legittimamente stare seduto.

Il dibattito però resta acceso e divide ancora molto l’opinione pubblica inglese e gli stessi club. I posti in piedi erano stati aboliti dal rapporto Taylor a seguito della tragedia di Sheffield del 1989 e inevitabilmente in certi ambienti, in particolare tra i tifosi del Liverpool vittime di quella tragedia, solo l’ipotesi di un ritorno a quei tempi spaventa, anche se, come ormai è stato sancito ufficialmente, più che le “terraces” in sé quei 96 tifosi Reds morirono per la negligenza degli organizzatori e l’inefficienza della polizia. Ma il ritorno di settori del genere rimanda ai terribili ricordi della “dark age” del calcio inglese, quella degli hooligans e degli stadi decrepiti. Un timore comprensibile. Ma tutto sta a come verranno gestite queste nuove aree. La parola d’ordine è “safe standing”.