Mah! Quantomeno sospetto, fuori luogo e fuori i tempo i razzi di segnalazione, che non si vedono da tempo immemore nelle curve. Sarebbe bello poter apprezzare con i propri occhi questo materiale, perché è molto probabile, come spesso succede, che le autorità inquirenti confondano fischi per fiaschi e torce per razzi. Senza voler fare complottismo su quanto ciò avvenga consapevolmente o inconsapevolmente per ignoranza in materia, il che sarebbe in entrambi i casi preoccupante. E poi non è detto che appartengano agli ultras e non sarebbe poi la prima volta, come a Castellammare di Stabia qualche annetto fa, che vengano fatte trovare prove atte a vietare una partita o criminalizzare una tifoseria. Da chi, mettetecelo voi a seconda del vostro grande del cui sopra citato complottismo. In ultima istanza sarebbe bello sapere contro chi dovrebbero usare questi razzi, visto che i tarantini boicottano la tessera del tifoso e quindi non possono recarsi in trasferta.

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Domenica pomeriggio, nell’ambito dei servizi di prevenzione ed ordine pubblico svolti in occasione dell’incontro di calcio “REGGINA-TARANTO”, la Polizia di Stato ha effettuato, eseguendo le direttive del Questore di Reggio Calabria, la consueta bonifica dello stadio comunale “Oreste Granillo”, operazione che prevede l’impiego di un’aliquota di personale della D.I.G.O.S. della Questura.

Durante il controllo delle gradinate della Curva Sud, gli investigatori della D.I.G.O.S. hanno rinvenuto, accuratamente occultati all’interno dei tubi-passamano delle ringhiere, 9 artifizi di segnalazione recanti la dicitura “FIACCOLA ILLUMINANTE A LUCE ROSSA”, normalmente usati per segnalazioni di emergenza o di pericolo. I razzi di segnalamento, con ogni probabilità, sarebbero stati accesi dai tifosi durante il programmato incontro di calcio, circostanza che avrebbe potuto recare un serio pericolo per gli spettatori, a causa delle fiamme liberate dai dispositivi in un’area con alta densità di spettatori.

Tutto il materiale, che la normativa sulla prevenzione della violenza negli stadi vieta in modo assoluto, è stato repertato e sottoposto a sequestro a carico di ignoti e messo a disposizione dell’A.G. competente per ulteriori determinazioni.
Sono in corso gli accertamenti tecnici, da parte del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, finalizzati a rilevare la presenza di elementi che possano consentire l’individuazione degli autori dell’occultamento del materiale fumogeno vietato.

Rimane sempre alta l’attenzione della Questura di Reggio Calabria nel campo della prevenzione di ogni forma di violenza nelle manifestazioni sportive, al fine di consentire ai tifosi reggini di poter assistere serenamente agli incontri della propria squadra di calcio cittadina.