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Presenze in calo, proprio come nella prima stagione di Lombardi
Anno 2012: fuga dall’Arechi. La serie D non tira, e come dar loro torto, con i tifosi che preferiscono restare lontano dalle esibizioni del Salerno Calcio. Dati presenze in fase calante, con quello relativo alla gara interna contro il Progetto Calcio Sant’Elia che è il secondo picco negativo della storia della stagione in corso. Appena 280 unità sopra il record negativo stagionale centrato contro il Civitavecchia. Contro la formazione laziale vi era la parziale scusante della diretta televisiva, della gara da disputarsi alle 14 ma contro gli isolani? Si fa fatica a cercare una scusante per nascondere la lenta fuga dall’Arechi, col dato di domenica scorsa inferiore di 500 unità rispetto alla gara precedente contro il Sora. Eppure la squadra è prima in classifica; per l’opinione calcistica del settore è destinata al salto di categoria. Ma non c’è entusiasmo, non c’è fervore.
Nemmeno le iniziative messe in atto dalla società sembrano sortire gli effetti sperati. Già di per sé è un errore riproporre la stessa iniziativa che, nelle domeniche precedenti, non è servita a ripopolare le gradinate dell’Arechi. Perseverare, diventa diabolico. Forse, sarebbe servita qualcuna di più facile intuizione ed attuazione per arrivare allo scopo finale. Del resto si tratta di dover assistere pur sempre ad una gara di serie D e non certo di Champions League. Magari un’operazione simpatia da parte dei tesserati, con una maggiore presenza in città ed un migliore contatto diretto con la tifoseria. Sarà, forse, causa della crisi imperante sul suolo nazionale o di una squadra che, per colpe non proprie, si ritrova a giocare la domenica in modo anonimo, senza le caratteristiche distintive che amano i tifosi.
Di certo l’Arechi è sempre meno affollato, con la gara di domenica scorsa che ha fatto scoprire al botteghino quasi duemila unità di meno rispetto all’esordio col Palestrina che resta fra i picchi maggiori, è il secondo dopo la gara col Budoni, della stagione. Di per sé numeri di un certo rilievo, presenze che in qualsiasi altro impianto della categoria farebbero felici il presidente e la squadra stessa per gli incassi registrati ai botteghini. Ma Salerno è una storia a parte e, di certo, sta vivendo il capitolo più buio della storia del calcio cittadino.
Mai, l’Arechi si era ritrovato a registrare così poche presenze allo stadio. Nemmeno nel totale, con le quasi quarantamila presenze finora fatte registrare, 39.366 per essere pignoli, che sono appena appena paragonabili ai dati fatti registrare, a parità di giornate, nella stagione di C1 2005/06. Allora furono 44.521 le unità fatte registrare e con due categorie di differenze dall’attuale. Ma anche allora c’era una crisi d’identità da parte della tifoseria granata, che pur mantenendo parzialmente la denominazione ed i colori, era “orfana” dell’ippocampo sulle casacche. Sarà un caso, ma sono proprio queste due stagioni a contendersi il primato negativo di presenze all’Arechi. Eppure, qualcosa la “storia” dovrebbe insegnarla.
[Fonte: Resport]
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