Accuse pesanti, quelle rivolte dall’Avezzano calcio sul servizio d’ordine organizzato per la partita con il Giulianova al Fadini. La società ha scritto una lettera alla Lega Nazionale Dilettanti, alla questura dell’Aquila e a quella di Teramo proprio sugli scontri di fine partita. Accuse che la questura di Teramo rigetta con decisione.

Nella lettera dei biancoverdi si precisa che era stata comunicato al commissariato di Avezzano e alla questura dell’Aquila la presenza di oltre 200 tifosi al seguito «con ciò richiedendo un adeguato numero di agenti per il mantenimento dell’ordine pubblico (ma tale richiesta evidentemente non è stata presa nella dovuta considerazione vista la scarsa presenza di agenti allo stadio). Altra richiesta dell’Avezzano calcio era stata quella di una pattuglia di scorta per accompagnare i giocatori della squadra allo stadio ma anche tale necessità è stata completamente disattesa».

Alla questura di Teramo invece osservano che «il servizio è stato rinforzato quando si è avuta la notizia del maggiore afflusso di tifosi ospiti, rispetto ai 40 inizialmente previsti. Tenendo sempre presente che allo stadio di Giulianova c’erano 309 spettatori paganti, di cui 80 di Avezzano». Pubblico scarso, se si considera che allo stadio di Teramo, in contemporanea, c’erano più di duemila tifosi. Numeri precisi in questura non ne danno, ma erano 11 i carabinieri allo stadio, più due agenti della Digos. In supporto anche i vigili urbani di Giulianova. «Il servizio era adeguato e rinforzato, nei limiti di una situazione che rientra nei parametri della normalità», precisano in questura.

La questura non risponde sulla gestione del servizio d’ordine, che era affidata ai carabinieri della compagnia di Giulianova. Su questo la lettera dell’Avezzano calcio è lapidaria: «La falla più grande nella gestione della sicurezza si è aperta a fine partita in quanto il deflusso dei tifosi non è stato gestito in tempi asincroni e dunque non permettendo ai tifosi ospiti di lasciare gli spalti prima dei supporters locali. Consentendo la fuoriuscita contemporanea delle due tifoserie si è impedito che un certo tipo di violenza, molto spesso generato da un eccesso di rivalità e da uno scarso senso agonistico, potesse in qualche modo manifestarsi seppur al termine di una partita svoltasi in un clima di estrema correttezza». Sulla dinamica degli scontri, a dire il vero, si è detto tanto, con versioni spesso contrastanti derivanti dai diversi punti di vista delle due tifoserie.

Fra le righe della lettera si intuisce la preoccupazione per gli effetti che gli scontri di domenica scorsa nel parcheggio del Fadini potranno avere.