Fonte:

ansa.it

Contestazione dei tifosi della curva nord dello Stadio Adriatico che durante il secondo tempo della di serie A Pescara-Atalanta hanno abbandonato per protesta la parte superiore centrale del settore contro la decisione di far proseguire la gara nonostante il terremoto che ha colpito il centro-Italia e che si è sentito distintamente anche nel corso del primo tempo della partita. Dopo-partita surreale, negli spogliatoi dell’Adriatico, dopo la vittoria dell’Atalanta sul campo del Pescara. La partita passa in secondo piano, rispetto alla scossa di terremoto che al 31′ del primo tempo ha provocato la sospensione dell’incontro, catapultando anche l’Abruzzo nella tragedia in corso nelle Marche. “In quel momento non ci siamo accorti di nulla, perché eravamo in movimento – ha detto il difensore del Pescara, Hugo Campagnaro -. Poi una volta che abbiamo sentito il pubblico gridare e la gente lasciare gli spalti abbiamo capito”. Il difensore dell’Atalanta, Mattia Caldara, conferma: “Noi dal campo non abbiamo sentito nulla, miei compagni mi hanno detto però poi che la panchina ha tremato”. Sulla partita si sono soffermati i due tecnci. “Siamo stati bravi a pressare, abbiamo creato occasioni e quindi il risultato è meritato – ha affermato Tullio Gritti, che ha sostituito lo squalificato Gian Piero Gasperini sulla panchina dell’Atalanta -. Il Pescara di solito gioca bene e crea molte occasioni, mentre oggi li abbiamo limitati e loro non hanno mai tirato in porta”. Preoccupato il tecnico del Pescara, Massimo Oddo, visto che la sua squadra, se si esclude la vittoria a tavolino contro il Sassuolo, è l’unica a non avere ancora conquistato i tre punti. “La mia paura è che queste è una squadra giovane e che dunque perda autostima – ha ammesso Oddo -. Oggi abbiamo provato a fare una partita più sporca e l’abbiamo persa, giocando anche male. Non abbiamo le caratteristiche di altre squadre che sanno difendersi – ha proseguito il tecnico del Pescara -. Dobbiamo giocare sempre per fare la partita”.