La notizia arriva attraverso la redazione Balcani de “Il Piccolo” di Trieste. Alcuni tifosi dell’Hajduk hanno contestato la Segretaria di Stato allo sport, l’ex sciatrice Janica Kostelić. Ovviamente le offese non erano in alcun modo rivolte alla sua persona, a quanto pare considerata ancora oggi un’icona dello sport croato, ma il suo passato sportivo non può costituire un alibi o un paravento per il suo lavoro o per quello del governo che lei rappresenta. In Croazia la dinastia dei Mamic è un problema non solo sportivo, visti i pesanti addebiti alla famiglia e ai loro metodi di gestione e di influenza non solo della Dinamo Zagabria di cui detengono il controllo diretto, ma del calcio croato tutto, tanto a spingere gli arci-rivali dell’Hajduk ad appoggiare la contestazione dei BBB Zagabria contro i vertici calcistici.
Stessa sorte della Kostelić era toccata a Davor Suker, altra leggenda del calcio croato, ma anche lui usato in egual modo dai Mamic come volano per ripulirsi la facciata. C’è convivenza e connivenza fra i vertici politici ed economici croati e la famiglia Mamic, ci sono fortissimi conflitti d’interessi della stessa, senza voler rimestare nel torbido di accuse ben più pesanti, per cui i tifosi si sentono giustamente ostaggio di tutta questa situazione. Stanno provando ad attirare l’attenzione su questa pesante problematica, ma come sempre succede, mentre loro indicano la luna, gli stolti guardano il dito e si scandalizzano per i “cori volgari”… Che poi dei cori, delle parole, a prescindere dalla loro esecrabilità, debbano costare 5 arresti è un altro grottesco paradosso che dovrebbe far rendere conto della situazione allucinante che stanno vivendo i tifosi dell’Hajduk.

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Hanno atteso che sbarcasse dal traghetto della linea Spalato–San Pietro di Brazza e poi hanno intonato cori scurrili e vergognosi contro quella che è considerata la migliore sportiva croata di tutti i tempi.

L’ex sciatrice zagabrese Janica Kostelić, vincitrice di titoli olimpici e mondiali e oggi segretaria di Stato allo Sport, è stata brutalmente offesa nel tardo pomeriggio di sabato (erano le 18) da un gruppo di appartenenti alla Torcida, gli ultras del club calcistico Hajduk Spalato.

Evidentemente a conoscenza dell’arrivo di Kostelić a Brazza, gli ultras si sono dati appuntamento in riva e quando hanno visto l’esponente del governo croato si sono messi a cantare e a battere le mani contro l’ex campionessa, accusata di essere in combutta con i vertici della Federcalcio croata (che secondo gli scalmanati agirebbero contro gli interessi dell’Hajduk) e di non adoperarsi nell’attuazione concreta della legge sullo Sport.

I cori e le parole triviali si sono uditi per un paio di minuti, ne esiste un video. Dopo il primo momento di choc e di dolorosa sorpresa, Kostelić si è ben presto ripresa e ha telefonato alla polizia per rendere noto l’episodio e avere la – a quel punto – necessaria protezione sull’isola dalmata.

«Sono arrivata a Brazza per assistere alla finale del torneo di tennis Croatia Bol Open – ha riferito Kostelić ai giornalisti – ma purtroppo alcuni scalmanati mi hanno profondamente offesa con delle – chiamiamole – canzoncine, accusandomi di non so cosa.

Volevo gustarmi la finale ma sono ripartita subito da Brazza per raggiungere Zagabria. Sono triste anche per il fatto di non poter circolare libermente nella mia patria, la Croazia, senza essere minacciata».

Un paio d’ore dopo la polizia dell’isola ha arrestato cinque giovani sospettati di violazione della quiete e ordine pubblici, tutti iscritti alla Torcida. Anche il governo croato – in una nota – ha reagito a quanto verificatosi in Dalmazia, condannando duramente un episodio definito inqualificabile.

«Le offese arrecate a Janica Kostelić – si legge nel comunicato – rappresentano una grave mancanza di rispetto per gli strepitosi risultati ottenuti nella sua carriera sportiva e nei confronti della sua attuale funzione. Il governo della Repubblica di Croazia si appella ai sostenitori delle squadre di calcio affinché siano un esempio di tolleranza e sportività».

Nei cori intonati contro Kostelić è stato menzionato anche il nome di Zdravko Mamić, consigliere della Dinamo Zagabria, ritenuto il padrone assoluto del calcio croato e aggredito di recente sulla stessa isola. A inizio settimana infatti Mamić era stato colpito con un pugno in testa mentre se ne stava tranquillo in riva a Bol, ad un paio di metri dalla sua imbarcazione.

A causa del colpo violento era caduto in mare ed era stato riportato a riva da alcuni amici, mentre il giovane aggressore era fuggito per alcune centinaia di metri e infine bloccato da un conoscente dello stesso Mamić. Il tribunale di Spalato ha già emesso nei confronti del ventiduenne isolano una misura cautelare, vietandogli cioè di avvicinarsi in futuro a Mamić a meno di 20 metri di distanza.

Tra giorni il tribunale si esprimerà inoltre sulla richiesta della polizia di disporre nei riguardi dell’aggressore 30 giorni di carcerazione preventiva.