Al “Tonino D’Angelo”, con circa 2.400 spettatori sugli spalti, si gioca la dodicesima giornata del campionato di Lega Pro – Serie C. Dopo Caserta, Potenza e Cerignola, quella di Altamura rappresenta la quarta trasferta completamente libera della stagione per la tifoseria cosentina, dato che dovrebbe far riflettere. L’Osservatorio, infatti, vista la mancanza di rivalità tra le due curve, non ha imposto particolari restrizioni, come la limitazione dei biglietti o il possesso obbligatorio della Tessera del Tifoso. Le partite con entrambe le tifoserie presenti sono ormai una vera rarità, poiché è evidente che ogni qualvolta ad affrontarsi sono realtà divise da ataviche rivalità, la scelta sia a priori quella di vietare; tuttavia accade anche spesso, per non dire sempre, che le restrizioni vengano applicate anche laddove a incrociarsi siano curve che, pur intrattenendo rapporti di reciproca indifferenza, hanno amici o nemici in comune. Alla luce di queste considerazioni, vedere ad Altamura anche la tifoseria ospite è quasi un miracolo. Un piacevole e gradito miracolo.
I cosentini, pertanto, vista la “gentile” concessione dell’Osservatorio, ne approfittano e si presentano in oltre 400 anime. Arrivano alla spicciolata e, soprattutto, in maniera “disordinata”, eludendo tra l’altro il servizio d’ordine; non sono infatti pochi i tifosi calabresi che, per giungere nel proprio settore, passano accanto alle tribune di casa, senza però che il tutto degeneri in incidenti. È andata così questa volta, ma la storia insegna che talvolta le cose possano andare diversamente, basta una scintilla o una parola: peccato solo che, in tal caso, la colpa sia sempre e solo dei tifosi e non di chi incautamente ne permette la mescolanza.
Presenti i principali gruppi della Curva Nord (ex Tribuna A) e della Sud, compatti nel sostenere i propri beniamini in un periodo in cui la contestazione contro la dirigenza, e le rappresaglie della stessa, impediscano al tifo organizzato di esprimersi anche in casa. Il settore ospiti si colora di bandiere, diverse torce e cori che accompagnano la squadra per tutti i novanta minuti. Non mancano ovviamente i cori contro il presidente Guarascio, che uniscono l’intero settore in un’unica voce. Sul piano sportivo, il vantaggio dei rossoblù fa sognare per qualche minuto la vittoria esterna, ma l’Altamura trova subito il pareggio, congelando poi il risultato sull’1-1 finale.
Sul fronte locale, gli altamurani non sono da meno. Al centro della gradinata gli Irriducibili, ai lati gli altri gruppi: “25 Maggio 2015”, “A Gomito Alto” e infine i ragazzi della “Decima”. L’ingresso delle squadre in campo viene accolto da una bella sciarpata. I primi cori sono dedicati ai diffidati: in settimana, infatti, altri cinque tifosi biancorossi hanno ricevuto il DASPO (da uno a cinque anni) per l’accensione di alcune torce nella passata stagione, specificatamente in occasione di Altamura–Avellino. Il provvedimento appare sicuramente eccessivo, in quanto i fumogeni erano stati accesi all’esterno dell’impianto di gioco per festeggiare il ritorno della Team Altamura in casa, dopo l’esilio forzato al San Nicola. Da lì in poi, il tifo si concentra solo sulla squadra, che risponde sul campo regalando il pareggio finale e la gioia al proprio pubblico.
Testo di Michele A. D’Urso
Foto di Pier Paolo Sacco



















