L’Altamura si appresta a disputare il sesto campionato di fila di Serie D, record assoluto per il club pugliese. Dato ancora più sorprendente se si considera che oggi il Campionato Nazionale Dilettanti è di fatto diventata una quarta serie. Quella vissuta nella città pugliese, però, è stata un’estate tribolata: la cordata di imprenditori Altamurani che aveva fin qui garantito, per la prima volta nella storia del calcio locale, continuità di risultati ma soprattutto stabilità al progetto calcistico, al termine della passata stagione aveva dichiarato il proprio disimpegno. Mettendo a disposizione il titolo sportivo a chiunque avesse manifestato interesse alle sorti del calcio altamurano. Ponendo però come unica condizione quella di tenere il club ad Altamura, ostacolando  di fatto una pratica ormai diffusa nei campionati dilettantistici, dove troppo spesso le squadre vengono prima cedute e poi furbescamente portate altrove. Una cordata di imprenditori baresi aveva manifestato il proprio interesse, senza però trovare un consenso unanime tra i tifosi locali. Quando il passaggio di consegna in mani forestiere sembrava imminente, alcuni imprenditori locali hanno deciso di “scendere in campo”, raccogliendo l’invito dei vecchi soci e regalando così il proprio supporto economico e di entusiasmo a chi fino ad allora aveva predicato nel deserto. Ne è venuta fuori una nuova società, tutta altamurana, composta dai vecchi soci, troppo innamorati dei colori biancorossi per mollare, ma allargata a nuovi soggetti, vogliosi di ridare, tutti assieme, slancio al progetto calcistico locale. 

La città ha risposto con entusiasmo, riempiendo gli spalti dello stadio Tonino D’Angelo, impianto intitolato al compianto ex-calciatore altamurano. La squadra, di suo, sta dimostrando, partita dopo partita, di voler puntare ad un campionato di vertice e infatti, dopo l’immeritata sconfitta di Cava, i calciatori pugliesi si sono presentati davanti al proprio pubblico vogliosi di riscattare la prestazione della domenica precedente e regalare così ai propri tifosi la prima gioia di questo campionato.

Accorsi oltre mille spettatori, con circa 30 tifosi ospiti. Pur giocando alle 16:00, molti tifosi locali arrivano alle porte d’ingresso a ridosso del fischio d’inizio, creando così inutili file. Quando l’arbitro sancisce l’inizio delle ostilità, il settore occupato dai tifosi di casa si colora di bandierine e sciarpe, ma soprattutto parte subito forte con il proprio sostegno, aiutato anche dal doppio vantaggio dell’Altamura. 

La partita, saldamente nella mani dei padroni di casa, sembra scivolare lentamente sul più classico dei risultati, ma come spesso accade nel calcio, basta una disattenzione per riaprirla, rendendo così più emozionante il finale in campo e sugli spalti; infatti se da una parte la paura per il pareggio spinge gli altamurani ad alzare i decibel del tifo, il sogno di recuperare il risultato induce i tifosi campani ad intensificare il proprio sostegno. A pochi minuti dalla fine ci pensa però Molinaro a chiudere definitivamente la pratica, permettendo così ai tifosi di casa di aprire le danze dei festeggiamenti. 

Sul fronte dell’ordine pubblico non si registrano episodi di cronaca, le due tifoserie, che si sono incrociate poche volte nel corso delle rispettive storie, si sono ignorate.

Michele D’Urso