ascoli-frosinone13-14Che ci sia il sole o la pioggia, in realtà, a noi poco importa. Ciò che davvero conta è schierarsi fianco a fianco su quei gradoni, sostenere incondizionatamente la squadra per 90 minuti al di là del risultato, difendendo i 116 anni di storia. Vivere la settimana intera all’insegna della gara domenicale, che sia in casa o fuori, ti fa affrontare al meglio le giornate. La partita sembra non arrivare mai ma ad un certo punto giunge il momento di annodarsi la sciarpetta al collo. Ogni volta, come se fosse la prima, un brivido ti sale per la schiena. Chi non frequenta l’ambiente, non sarà mai in grado di capire perché ci si alza all’alba per andare in trasferta, con i soldi contati per il viaggio ed i panini portati da casa. Poi arriva il periodo della vita in cui frequenti una ragazza che saprà solo dirti “ma chi te lo fa fare?” e tu risponderai “capire tu non puoi!“. I più fortunati, invece, seguiranno le sorti del Picchio accanto a lei, che pian piano imparerà a conoscere quanto è sana la fratellanza che si instaura in una curva ed aspetterete assieme, trepidanti, la domenica.

Se si gioca all”Olimpico’ di Roma o al ‘Cosimo Puttilli’ di Barletta poi, per noi non fa differenza. L’essenziale è esserci, onorare i colori sociali e portare fieramente la bandiera metà bianca e metà nera in giro per l’Italia. Le gare casalinghe al tanto amato ‘Del Duca’, però, hanno una marcia in più. Nel momento in cui varchi quei cancelli ti senti a casa e lasci per due ore tutti i problemi da una parte. Tante sensazioni ti esplodono dentro e ti accompagnano durante tutto l’arco della partita: dai flash di quando eri bambino e salivi la scalinata con tuo padre, che tutt’ora quando ti vede partire con la bandiera in mano non resiste dal dirti “stai attento“, alle avventure passate con gli amici che solo a pensarci ti viene il sorriso.

Sali nel settore con largo anticipo e già cominci a pregustare quello che verrà. Inizia la gara e quell’odore acre di fumogeni colorati, che a noi piacciono tanto ma che qualcuno considera pericolosi, ci avvolge mentre il battito del tamburo detta il ritmo del coro. C’è chi sventola il proprio vessillo e chi attacca la pezza con cucito al centro il nome di un amico prematuramente volato nel ‘paradiso degli ultras’, chi del match non ha visto nulla perché in balaustra con le spalle rivolte verso il campo. Bambini e veterani insieme, provenienti da tutta la regione, uniti dalla stessa viscerale passione. Ed il lunedì, si è senza voce. Convinti che ad offendere veramente la dignità di un uomo non sia lo sfottò della tifoseria avversaria, per quanto pesante possa essere, ma l’umiliazione, ad esempio, di non avere un’occupazione, contiamo i minuti che mancano alla prossima gara.

Quando arriva domenica?

Io ti sosterrò,
fino al novantesimo,
tutto quello che ti chiedo è di lottare con il cuor…
E facci un gol!
La curva sud ti ama,
tutta la settimana io penso solo a te,
Ascoli Calcio unico grande amore
saremo al tuo fianco finchè esisterai…

[Fonte: Vivere Ascoli]