BRINDISI (8 settembre) – Guai in vista per una ventina di ultras, dieci e dieci, per par condicio rispetto alle due tifoserie, del Brindisi e dell’Avellino. Gli scontri di Brindisi-Avellino E tra loro ci sarebbero anche delle new entry, dei tifosi brindisini insospettabili che si sarebbero fatti prendere la mano.

La partita disputata domenica al “Fanuzzi” fra Brindisi ed Avellino non è ancora terminata. Sono infatti in arrivo gli inevitabili provvedimenti per gli incidenti avvenuti sulla gradinata al “Fanuzzi”, e sulla base di quanto visto, ci si aspetta una mano pesante per i comportamenti che hanno coinvolto decine di spettatori. La Digos sta infatti visionando i filmati che riguardano quanto accaduto nel corso del secondo tempo della gara, con il “quasi contatto” fra i sostenitori dell’Avellino e del Brindisi, con lo scopo di individuare ed identificare i tifosi responsabili degli atti di violenza, che fortunatamente non hanno procurato danni rilevanti, grazie all’intervento delle forze dell’ordine e all’esiguo numero di sostenitori coinvolti. Dalle prime indiscrezioni, una ventina di tifosi, appunto, potrebbero ben presto conoscere il Daspo (acronimo di divieto di accedere alle manifestazioni sportive, fino a 5 anni) e di conseguenza la prospettiva di non accedere più all’interno di uno stadio, per lungo tempo. A Brindisi si sono evidentemente presentati tutti i presupposti necessari per ricorrere all’emissione del Daspo: identità certa del proposto (l’individuazione dei soggetti coinvolti non dovrebbe riservare particolari difficoltà), fatto o reato commesso (tre contusi e disordini per oltre 15 minuti), pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica e soprattutto la funzione principale di emetterlo “nei confronti – indica la nota dell’osservatorio nazionale dello sport del ministero dell’interno – di chi abbia preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose o che abbia incitato, inneggiato o indotto alla violenza, in occasione di manifestazioni sportive”.

Sono tanti i filmati a disposizione per una vicenda avvenuta sotto gli occhi di diverse telecamere e dei tifosi presenti, proprio mentre si continuava a giocare. Per i possibili indagati non c’è una forte disparità fra brindisini e campani, all’interno degli stessi possibili venti soggetti coinvolti, con chi ha agito cercando più volte di arginare il cordone creato delle forze dell’ordine, chi ha cercato di approfittare della confusione oltre ai cori reciproci di offesa che hanno scatenato il tutto. Si parla di soggetti nuovi a questo tipo di comportamenti e che rappresentano comunque una prima bocciatura sull’applicazione della tessera del tifoso. Nella giornata di ieri inoltre, il giudice sportivo ha ufficializzato i provvedimenti disciplinari relativi all’ultima giornata di campionato di seconda divisione. Ci si aspettava in realtà una mano più pesante, ferma e di condanna per quanto visto, ma il Football Brindisi ha subito solo una multa di 1000 euro “perché – si legge nel comunicato – propri sostenitori, più volte durante la gara, intonavano cori offensivi verso tifosi della squadra avversaria, causandone la reazione ed un principio di colluttazione”. Nessuna sanzione invece per l’Avellino e se, in un giudizio complessivo, le due società sembrano essere coloro che hanno meno colpe, ci si chiede cosa sarebbe dovuto accadere per un segnale più deciso. Sulla decisione del giudice sportivo fa fede, oltre al referto della terna arbitrale, in particolare quello del commissario di campo. Si rimane poi ancora più sorpresi della multa del giudice di sole 300 euro inflitta alla Cavese, dopo che la gara con il Cosenza ha prodotto episodi ancor più gravi rispetto a Brindisi, culminati con tre arresti ed un denunciato. Domenica si ritorna a giocare su tutti i campi ma con un impossibile immediato cambio di registro.

[Fonte: Quotidiano di Puglia]