Imposto dalle banconote profumate delle televisioni, la Serie A ha dovuto ingoiare anche l’anticipo domenicale a mezzogiorno. Una partita a ora di pranzo che rischia di rimanere indigesta a molti calciatori, alle prese con lo stravolgimento di abitudini consolidate: sveglia anticipata, colazioni all’inglese, allenamenti personalizzati e tante altre piccole precauzioni. Cambia, in primis, il programma di preparazione nelle 24 ore precedenti alla partita. L’Adn Kronos ha chiesto a due esperti di illustrare i cambiamenti che dovrà adottare lo staff tecnico dei club. “A cambiare – spiega Luca Gatteschi, medico dello sport del settore tecnico della Nazionale italiana – sarà soprattutto l’orario della sveglia mattutina (verso le 7-7.30) e quello della colazione (8-8.30), che diventerà di fatto il pasto pre-gara. L’importante è che si mangi almeno tre ore prima del match. Sarà una colazione ricca e quindi un po’ diversa da quella classica a cui siamo abituati noi italiani. Quindi oltre al the, caffè, fette biscottate e succhi di frutta, anche toast, prosciutto, bresaola, pane. No alle verdure e alle fibre in genere”.
Insomma per Gatteschi si tratterà di adottare piccoli accorgimenti, anche banali, ma è certo che, almeno inizialmente, questo anticipo a mezzogiorno sarà una partita diversa dalle altre.
Di “incognita” parla invece Giorgio D’Urbano, preparatore atletico del Siena calcio, squadra che in questa stagione milita in serie B, ma che è comunque coinvolta nella girandola degli anticipi. La novità della stagione calcistica 2010-2011 non porterà infatti solo a cambiamenti nelle abitudini alimentari.
“Da un punto di vista fisico – spiega D’Urbano – sarà importante fare una programmazione specifica del lavoro. Ad esempio sarà necessario anticipare alla mattina l’allenamento del giorno precedente alla gara. Soprattutto per avere più ore a disposizione per il recupero fisico dell’atleta”.
Sullo stravolgimento dei ritmi biologici degli atleti, dovuti alla novità, D’Urbano è invece meno convinto di Gatteschi. “I ritmi sono assolutamente personali. La novità a qualche calciatore potrà anche nuocere, e non si può escludere – conclude – che qualche altro atleta possa anche trarne beneficio”.
A parte il giudizio espresso dalla Conferenza episcopale italiana, che ha definito l’anticipo domenicale delle 12 come un ulteriore pericolo che mina l’aggregazione familiare, il commento più simpatico spetta proprio ai tifosi per un paio di striscioni esposti in curva: “Mamma, non mi aspettare a pranzo…”.

[Fonte: Agenzia Fuori Tutto]