Si rivede sul terreno di gioco il Campobasso, dopo una partita e mezza di rinvio (sì avete letto bene), causa neve: se infatti Picerno-Campobasso non s’è nemmeno giocata, Campobasso-Turris è stata invece sospesa dopo il primo tempo sul risultato di 1 a 2. Per fortuna questa volta sul Molise si riaffaccia un bel sole dopo due settimane di precipitazioni nevose e temperature gelide.

Per questa sfida contro il Messina, presenziano al Romagnoli circa 2.000 tifosi, numeri in linea con le scorse uscite casalinghe della compagine molisana; gruppi della Curva Nord Michele Scorrano sempre al solito posto, nell’anello inferiore, ancora orfani del gruppo Curva Nord Campobasso, ma con NFO e Ultras sempre a coordinare il tifo dei supporter rossoblu.

A inizio partita si fanno vedere per uno striscione contro la guerra, finita l’esposizione di quest’ultimo partono con il tifo propriamente detto, per il quale si segnalano per l’ottimo coordinamento, riuscendo a coinvolgere il resto del loro settore per tutti i novanta minuti; si sentono i consueti cori per la squadra uditi nelle uscite precedenti, in aggiunta ai cori più originali in dialetto campobassano, per gli amici diffidati ed il classico “Campobasso” spezzato che fa sempre breccia nei cuori degli ultras rossoblu.

Si conferma l’ottimo impatto visivo dei bandieroni, che oggi si rafforza con il nuovo bandierone del gruppo NFO, fatto sventolare per la quasi totalità della partita; buon risultato anche per la sciarpata realizzata sul finale di partita, mentre al fischio finale è festa tra squadra e tifosi per celebrare il 2-0 per il Campobasso, sicuramente fondamentale per le ambizioni salvezza della squadra molisana.

Era dalla lontana stagione 2007/2008 che non vedevo all’opera la tifoseria del Messina, ai tempi me la ricordavo parecchio colorata ed anche oggi si ripresentano con un buon colpo d’occhio: sono una sessantina i tifosi giunti dallo Stretto in Molise, a bordo di vari pulmini da nove posti e macchine; già dal loro ingresso, la quasi totalità del contingente ospite fa gruppo compattandosi dietro i drappi di tutti i gruppi della sud messinese, con loro si aggiunge una sezione fuorisede di tifosi peloritani di stanza a Roma.

Nel primo tempo sono distante dal loro settore, ma lo vedo parecchio animato e noto le bandierine dei gruppi Nocs, Fedelissimi e Gioventù sventolare senza sosta; i Nocs si evidenziano anche per l’esposizione di uno striscione in ricordo di Santo, mentre nel finale di primo tempo fa capolino dalle loro parti anche una torcia “big flash”.

Nella ripresa mi posiziono nelle vicinanze del settore ospiti ed apprezzo parecchio la costanza tra un coro e l’altro: rimarcano più volte che il Messina sono loro (e li capisco, viste le passate annate in cui hanno dovuto più volte assistere al fallimento della loro squadra), senza lesinare il sostegno ai ragazzi in campo, anche dopo la rete del 2-0 subita nella parte finale di partita. I cori proseguono fino ed oltre al fischio finale, quando chiamano i giocatori nei loro pressi, spronandoli ad un maggiore impegno al fine di sbloccare l’attuale e deficitaria classifica, che li vede invischiati in zona playout.

Nota a margine per gli ultras messinesi che, in varie fasi della partita, si divertono con la neve rimasta a ridosso del loro settore, fra le risate dei presenti.

Neppure il tempo di risposare che la Serie C ritorna in campo per un ennesimo turno infrasettimanale: il Campobasso giocherà infatti mercoledì sera allo stadio Massimino di Catania, mentre il Messina rientrerà al San Filippo-Franco Scoglio ospitando il Catanzaro.

Assoluta tranquillità tra le due tifoserie.

Francesco Passarelli