Per questo Campobasso-Taranto ci sarebbero due storie da raccontare, una per ogni tifoseria, quella di casa e quella ospite, in una serata in cui si è rasentato davvero il ridicolo.

Partiamo con la tifoseria di casa, inviperita per il mancato aumento della capienza (a lavori già ultimati) con conseguente limitazione della vendita dei biglietti per la sfida di questa sera al Nuovo Romagnoli.
Bisogna perciò fare un salto indietro fino alla giornata di giovedì (giorno d’inizio della prevendita, a soli due giorni dalla partita), quando incredibilmente, all’apertura delle vendite dei biglietti, molti tifosi vogliosi di acquistare il tagliando, si trovano spiazzati di fronte al portale dedicato. Dopo qualche click, finiscono di fronte alla schermata in cui si richiede la fidelity card addirittura per il settore di casa (!), fortunata che un’ora dopo il tutto viene sistemato, anche sull’onda delle forti lamentele dei tifosi campobassani.

Ora veniamo a venerdì: il sindaco di Campobasso emette un’ordinanza in cui vieta la somministrazione e vendita di qualsiasi bevanda alcolica nei pressi dello stadio Romagnoli, dando un’ulteriore mazzata ai quei pochi locali della zona che avrebbero portato qualche euro in più a casa, dopo un periodo già non facile per via dell’emergenza sanitaria.

Sabato pomeriggio invece, la società di casa mette in vendita, all’ultimo momento, ulteriori 250 tagliandi. Il motivo? Passiamo alla seconda parte del racconto.

La tifoseria tarantina, da quel famoso 11 novembre 2007, continua ad essere una delle più tartassate in termini di restrizioni: i supporters jonici ne hanno subite di cotte e di crude, fra trasferte vietate per anni o in cui, al massimo, veniva concesso il contentino delle cosiddette “trasferte campione”, ossia gare in cui, nonostante nei dilettanti non esistano biglietti nominali come nel professionismo, vengono richiesti appunto i documenti di identità per poter acquistare un biglietto.

Per questa loro trasferta a Campobasso, prima li si comunica data ed inizio della prevendita (anche per loro giovedì pomeriggio), ma all’arrivo del fatidico giorno non c’è nessuna comunicazione sull’inizio della stessa. All’arrivo del venerdì ancora nessun segno di biglietti in vendita, fino a quando arriva la doccia gelata: per la trasferta di Campobasso si richiede la tessera del tifoso, un’autentica mazzata per i tifosi del Taranto, considerando che nemmeno il più semplice dei tifosi possiede questo pezzo di carta, a pochi mesi dalla promozione in C.

Chiaramente nessun tifoso ospite si vedrà questa sera al Romagnoli, ed è per questo che la società di casa ha potuto rimettere in vendita i biglietti del settore ospiti a vantaggio dei tifosi di casa.

A chi addossare la colpa di tutto questo? Ovviamente a chi gestisce la sicurezza nella città di Campobasso, forse troppo abituata agli anni delle sfide del Campobasso in serie D , quando per mesi non si presentava nessun tifoso ospite. Da qui l’incapacità pragmatica e operativa per gestire una trasferta di nientepopodimeno che 250 tifosi ospiti. Fortuna che siamo ancora in piena emergenza Covid, perché non oso immaginare cosa possa succedere in caso di ritorno della capienza al 100%. Contenti loro… che poi sono gli stessi che si lamentano degli stadi vuoti.

Per l’attualità e la cronaca vado corto: circa 2.000 i presenti, curva di casa in cui è assente il gruppo principale, tifo che parte bene ma si spegne col passare dei minuti. Bella sorpresa nell’angolino alto della Nord col tifo spontaneo di vari elementi di un disciolto gruppo campobassano. Tifosi campobassani in curva sud in modalità “prima volta allo stadio”, che ricoprono d’insulti ogni rinvio del portiere del Taranto senza mai sostenere la squadra di casa: a questo punto era forse meglio il settore vuoto.

Sul campo il Taranto espugna Campobasso per una rete a zero. Nel prossimo turno il Campobasso sarà di scena a Viterbo, ospite del Monterosi, mentre il Taranto farà il suo esordio allo Iacovone contro il Palermo in una gara dal discreto fascino. Anche se i rossoblu stanno disertano le gare interne e anche i rosanero non dovrebbero essere della partita. Un fascino antico insomma, ucciso dalle non sempre lineari logiche attuali.

Francesco Passarelli