Quella fra Carpi e Prato è una delle partite più importanti del girone, in verità più per il blasone del più o meno recente passato che per la mera attualità, che vede le due squadre impantanate a metà di una classifica fin qui dominata dalle squadre romagnole, Rimini in testa e Ravenna che segue a pochi punti, altre due nobili decadute per le quali quantomeno, il sogno di rilanciare le proprie ambizioni non è da considerarsi rimandato a data da destinarsi.

Per questa occasione la società riapre al pubblico la curva, chiusa da quasi due anni e per festeggiare l’evento, la società decide di consentire l’accesso gratuito al fine di ripopolare questo settore, così che gli spettatori totali, compresi quelli della tribuna (chiusi invece i Distinti), si attesteranno sulle circa 600 presenze.

I tifosi del Carpi dunque possono far ritorno nel settore a loro caro, radunandosi al di fuori di esso già con un certo anticipo sul calcio d’inizio per fare aggregazione e organizzarsi al meglio per tifare nella gara ormai imminente. Sugli spalti, Guidati dal Lambrusco spalleggiati dai QZD (acronimo che allude a 41012, codice di avviamento di Carpi) sono autori di una prestazione generosa e continua per tutto l’incontro, che il campo benedice con una vittoria sopraggiunta proprio in piena zona Cesarini.

Da Prato invece presenti poco più di 60 tifosi, arrivati al Cabassi con un pullman ed alcune macchine private. Prato Ultras e WK Prato guidano il supporto ai lanieri, si presentano visivamente molto compatti a sono anch’essi autori di una prestazione molto positiva per tutti i 90 minuti in cui le uniche pause sono quelle fisiologiche per riprendere fiato. Un paio di cori contro la Pistoiese ed un finale di gara in cui, pur sconfitti, incitano la squadra a metterci sempre in campo cuore e grinta. Considerando anche la repressione successiva agli scontri con i ravennati, veramente una gran bella prova la loro.

Luigi Bisio