Carrara ti accoglie con quelle nubi basse che promettono ben poco di buono. Nelle ore antecedenti l’incontro, una fastidiosa pioggia cade bella fitta a confermare quanto l’estate sia definitivamente alle spalle, nonostante una temperatura più che piacevole. La gara viene comunque disputata senza l’ingombro delle precipitazioni, il cielo si ferma e tiene, anche se la minaccia costante di un forte acquazzone fa sì che la tribuna coperta sia presa d’assalto e completamente riempita. Con la curva nord in fase di ristrutturazione c’è ben poco da scegliere, il vecchio Stadio dei Marmi risulta a capienza ancora più ridotta del solito, gli ultras proseguono nella strada della diserzione, ma del resto l’inagibilità del loro settore abituale rende la scelta quasi obbligata.
Con l’assenza della Curva Nord dunque, la scena sui gradoni viene rubata dagli ospiti, che fanno il loro ingresso nel settore qualche decina di minuti prima del via ma non espongono nessuno striscione, soltanto una pezza viene tenuta in mano per tutta la partita in rappresentanza dell’ala più calda del tifo frusinate. Esteticamente non proprio il massimo anche se qualche bandierone sventolato nella parte alta restituisce un po’ di colore. Il tifo così poggia solamente su voce e mani, quelle che continuamente richiede chi si prende la briga, l’onere e l’onore di lanciare i cori. Dal punto di vista vocale i presenti hanno davvero poche pecche, sostengono la squadra, lo fanno in maniera costante e riescono a coinvolgere quasi tutti i presenti. Si sentono chiaramente favoriti dall’assenza della controparte e riescono ad arrivare fino al fatidico triplice fischio del direttore di gara procedendo sul velluto.
Partita che sul terreno di gioco viene vivacizzata dalle decisioni del direttore di gara, che si trova costretto in più di un’occasione a ricorrere alla tecnologia per assegnare o meno un rigore e per sanzionare con i cartellini gli autori dei falli. Ne viene fuori una gara nervosa e anche sugli spalti, il pubblico di casa si fa sentire solamente per dissentire dalle decisioni prese dalla terna arbitrale e per qualche coro, parecchio colorito, indirizzato a colui che secondo loro è causa principale della sconfitta della squadra. A raccogliere i tre punti sono gli ospiti che almeno momentaneamente volano al vertice della classifica, il termine delle ostilità serve alla squadra per dirigersi sotto il settore per il rituale scambio di applausi, che in questo caso risulta essere più vivace e felice del solito. Giustamente.
Valerio Poli














