Il divieto di trasferta imposto ai tifosi casertani ha privato il big-match di un protagonista importante. La speranza è che le altre trasferte campane non diventino tabù

Fino a quando dovremo parlare di uno ‘spettacolo mancato’? Fino a quando chi di dovere non riuscirà a proporre delle normative adatte all’evento calcistico?! E allora perché dovrebbero farne le spese sempre e solo i tifosi e le stesse squadre costrette a giocare senza il prezioso sostegno del pubblico? Domande fatte e rifatte. Risposte mai trovate oppure fin troppo superficiali e banali. L’ostacolo, se così può essere chiamato, non va aggirato con divieti preventivi. Sbagliato pensare allo stadio come un covo di criminali. Troppo facile. Altrettanto facile dovrebbe essere per chi ci guarda dall’alto capire che uno spettacolo pubblico non può essere vietato. Nel calcio moderno ormai si è arrivati addirittura a riservare le gare ai soli residenti di una Provincia. Beh nel secolo della globalizzazione ci si dimentica degli ’emigrati’ o dei tifosi residenti comunque in altro territorio.

SPETTACOLO A META’ – Fatto sta che quanto visto domenica è l’ennesimo schiaffo al mondo del calcio. Un mondo fatto sempre più di denaro ed interessi, sempre meno della passione popolare. Ebbene Turris-Casertana era la gara delle gare. Lo scorso anno circa 500 casertani avevano colorato di rossoblu il ‘Liguori’. No, non vogliamo nascondere gli incidenti avvenuti all’esterno dello stadio. Ma allora che si vuol fare? Vietare a vita le trasferte nel napoletano? Non sarebbe meglio creare i presupposti affinchè anche il calcio torni ad essere uno spettacolo? Fatto sta che le immagini parlano chiaro: onore al pubblico corallino, caloroso e vigoroso, ma non si può sottolineare che è mancato quel confronto nel confronto che fa del calcio lo sport più bello e popolare del mondo. La risposta dei casertani avrebbe reso ancor più spettacolare una domenica di grande calcio. Ha fatto un certo effetto vedere quel settore, che un anno fa si era dipinto di rossoblu,punto nevralgico del sostengo corallino. A noi non resta che augurarci che quelle poche trasferte campane non diventino tabù. Altrimenti avrebbe fatto meglio ad inserire la Casertana nel girone valdostano!

[Fonte: Interno 18]