Convalidato l’arresto e obbligo di dimora per gli ultras. Caccia agli altri facinorosi. Le forze dell’ordine stanno visionando alcuni filmati.

Sono tornati in libertá i tre tifosi della Cavese arrestati domenica pomeriggio per gli scontri avvenuti con i tifosi cosentini nella centralissima via XXV Luglio a Cava de’ Tirreni. In mattinata hanno subito il processo per direttissima in cui il giudice, D’Avino, durante l’udienza di convalida del fermo, ha convalidato l’arresto dei tre, ma ha rigettato la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm, accogliendo quella dell’avvocato, Mario Secondino. I tre sono stati scarcerati ma hanno l’obbligo di dimora visto che sono incensurati. Il processo è stato poi rinviato al 29 settembre. Sono stati arrestati domenica perché “in concorso tra loro e con altre persone da identificare per resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, danneggiamento aggravato di autovettura di servizio ed atti di violenza nei confronti di altri tifosi in occasione di manifestazioni sportive”. “Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha spiegato l’avvocato Secondino – poiché ci sono parecchi dubbi sulle responsabilitá dei miei assistiti. Questi dubbi cercheremo di sviscerarli durante il processo. Per ora non posso dire altro”.

Certo è che per tutti e tre i tifosi arrestati e scarcerati arriverá a breve il divieto di assistere a manifestazioni sportive, il cosiddetto DASPO. Intanto le forze dell’ordine sono al lavoro per riuscire ad identificare altri tifosi partecipanti agli scontri di domenica. “Stiamo verificando tutte le informazioni in nostro possesso – hanno spiegato alcuni agenti presenti agli scontri -, grazie anche all’ausilio di alcune foto ed immagini, per risalire ad altri tifosi che hanno preso parte ai tafferugli. I quali sono avvenuti esclusivamente con le forze dell’ordine presenti che hanno riportato 2 agenti contusi. Non c’è stato infatti alcun contatto tra le tifoserie”. Denunciato anche un tifoso cosentino che non ha nulla a che fare con gli scontri in via XXV Luglio. L’uomo, M. D. R. nato a Cosenza di anni 29, con precedenti, giá destinatario di un provvedimento DASPO terminato il 20 agosto di quest’anno, è stato denunciato in stato di libertá per i reati di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per episodi avvenuti all’interno della Tribuna scoperta del Lamberti.Ora si attendono anche le decisioni della giustizia sportiva e dell’Osservatorio. Non è escluso qualche provvedimento restrittivo nei confronti della societá per le prossime partite.

[Fonte: Tutto Lega Pro]