Terminata Tivoli-Formia, mi reco in Abruzzo per assistere alla gara tra il Celano e la Pro Vasto. Ritorno a Celano dopo undici anni. Ero stato per l’ultima volta al “Piccone” per la sfida Celano-Termoli, campionato di Serie D 2012-13.

Prima di arrivare a destinazione, rivolgo lo sguardo al Fucino. Ho un forte legame letterario con questa piana emersa dal prosciugamento dell’antico lago: il romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone, che ha per protagonisti i contadini di queste zone, è stato il classico che ha concluso la fase della mia vita segnata dalla narrativa per ragazzi.

Passando per questo centro di circa 10.000 abitanti, resto colpito dalla maestosità dell’Appennino marsicano, che culmina nel monte Tino (1.923 metri) e nel Magnola (2.222), sul cui versante settentrionale scendono le piste da sci del comprensorio di Ovindoli. Celano vive anche di questo sport, come dimostrano lo storico Sci Club locale e il gran numero di celanesi che praticano tale disciplina. Al di sotto dei giganti appenninici, si ammira lo splendido castello Piccolomini che, con i suoi merli e i suoi bastioni, è ben riconoscibile da tutta la piana.

Finalmente giungo al “Piccone” e vengo accolto dai gentilissimi dirigenti locali, che agevolano il mio ingresso a bordocampo. La tribuna di questo stadio lascia sempre a bocca aperta. Mi ricorda quella del “Friuli” di Udine, con la sua copertura a volta.

Gli ultras celanesi si riversano nel loro settore poco prima del fischio iniziale, dopo un corteo. Sistemano varie pezze. Spicca lo storico striscione dei “Mads”, accompagnato da quello dei “Supporters”, dietro cui si raduna la nuova generazione del tifo biancoceleste. I ragazzi di Celano aprono stendardi e sventolano bandiere, colorando per tutta la partita il “Settore B”. Quando arrivano gli ospiti, indirizzano verso di loro cori offensivi, che rispolverano una vecchia rivalità risalente agli anni della C. Oltre ai vastesi, prendono di mira l’eterna rivale Avezzano. La loro prestazione si caratterizza ovviamente anche per il sostegno alla squadra, con cori per i propri colori e vari battimani.

Negli ultimi anni ho visto già diverse volte i vastesi. Ricordo una loro invasione ad Agnone e due derby ad Avezzano (2018-19) e Giulianova, nella scorsa stagione. Quest’oggi gli adriatici si mettono in evidenza con il loro materiale di ottima fattura, che tengono scenograficamente in mano per tutta la partita. I biancorossi prediligono cori prolungati e ricordano anche Gabriele Sandri, raccogliendo l’applauso dei celanesi. Punzecchiati da questi ultimi, replicano soprattutto nella ripresa con cori contro Celano e la Marsica in generale. Particolarmente coinvolgente, nel secondo tempo, il coro sulle note di “Gente di Mare”, che celebra la loro origine marinara, legata all’antichissimo approdo di Histonium. La loro squadra piega i padroni di casa con il risultato di 1-3, soffrendo soltanto nella ripresa dopo l’accorciamento delle distanze da parte del Celano. A fine partita i giocatori ospiti si recano sotto al settore e gli ultras li accolgono con le sciarpe aperte e una manata.

Mentre un cono d’ombra inizia ad avvolgere lo stadio, facendo sensibilmente diminuire la temperatura, le due tifoserie si scambiano gli ultimi cori ostili prima di abbandonare i gradoni. Termina così, anche per me, una splendida domenica di tifo. Durante il viaggio di ritorno verso il Tirreno, ammiro ancora i magnifici monti abruzzesi. Il foliage è terminato: i pendii attendono soltanto il ritorno della dama bianca.

Andrea Calabrese