C’era la Nord a sostenere la Lazio, c’era uno stadio pieno di entusiasmo.

Ora è tutto finito o almeno sembra così, proiezioni imbarazzanti sulle presenze alla gara di domenica (ore 15) esordio casalingo della squadra di Reja. I motivi della crisi interiore del tifoso biancoceleste sono tanti: vanno dalla contestazione ormai consolidata nei confronti di Lotito, al giudizio negativo sulla tessera del tifoso, alle ultime tre stagioni che hanno regalato la vittoria di due coppe ma delusioni continue in campionato. Poi c’è lo scioglimento degli Irriducibili, gruppo leader della curva a rendere ancora più complicata la situazione ma alla base di tutto c’è il deterioramento del rapporto tra i tifosi e l’attuale gestione. E senza una scintilla difficilmente la situazione è ricomponibile. Serve un uomo di provata fede laziale che sappia ricostruire l’immagine di una società che è diventato antipatica ai tifosi (Peruzzi o Signori?). È chiaro che c’è bisogno anche di un esame di coscienza dei sostenitori biancocelesti che devono tornare a tifare senza anteporre l’antipatia verso Lotito alla passione per la propria squadra. Tant’è, al momento ci sono poco meno di 10.000 abbonati a ricordare un flop annunciato (27.500 le tessere vendute per la stagione 2009-2010). Certo, quel dato era un po’ esagerato perché prevedeva almeno 8.000 abbonamenti cucciolone riservati ai bambini (costo 1 euro) ma di fatto il calo è del 60%. E chi faceva affidamento sulla vendita dei tagliandi per fermare l’emorraggia per il momento ha fallito la previsione almeno per ora: al momento sono duemila i tagliandi staccati, pochi anche se qualche speranza c’è. Per abbonarsi c’è tempo fino a venerdì, mentre i biglietti si possono acquistare fino all’inizio della partita di domenica. In ogni caso l’Olimpico sarà quasi deserto perché la Lazio sembra essere stata abbandonata dai tifosi come mai era successo prima d’ora. E Reja e la sua banda non potranno avere quell’aiuto che era stato sempre dato dalla curva Nord.

[Fonte: Il Tempo]