Essere ultras è ormai diventato un qualcosa di impossibile. Sia a livello nazionale che locale. Chiusura delle curve per cori di discriminazione territoriale, divieto di portare negli stadi megafoni, striscioni e spesso anche materiale per le coreografie. In serie A come nei campi di periferia, tira brutta aria per chi fa dell’essere ultras una filosofia di vita. Nel nostro territorio i più bersagliati sono stati i tifosi del Verbania, letteralmente decimati da provvedimenti di Daspo disposti dalla Questura negli ultimi due anni. .Stesso trattamento anche per due supporters del Borgosesia, che a dicembre 2012 nel derby del Pedroli avevano acceso dei fumogeni. Gli ultimi provvedimenti, notificati recentemente, hanno invece colpito i tifosi dell’Omegna. Sette tifosi rossoneri hanno ricevuto il Daspo per avere acceso dei fumogeni in occasione dell’ultima partita casalinga dello scorso campionato con il Varallo e Pombia, match che ha sancito il ritorno dell’Omegna in Eccellenza dopo tanti anni. In quella circostanza, è bene precisarlo, lo stadio Liberazione era colorato di rossonero per una vera e propria festa. “ Con questi provvedimenti- sottolinea il presidente rossonero Vittorio Bellosta- si uccide la passione per il calcio. I nostri tifosi non hanno mancato di rispetto a nessuno, non c’è stato un coro contro avversari o forze dell’ordine. Hanno semplicemente acceso dei fumogeni per fare festa, senza per altro nemmeno lanciarli in campo. E’ vero che la legge dice che non si possono accendere fumogeni allo stadio pena il daspo, ma a me sembra che sia sbagliata proprio questa normativa – conclude Bellosta.E forse, ma questo lo aggiungiamo noi, qualche volta anche un po’ di buon senso sarebbe opportuno. Perche’ c’è una differenza tra accendere un fumogeno in segno di festa oppure lanciarlo verso qualcuno…

[Fonte: Tuttonotizie]