Dopo aver assistito alla prima uscita contro il Pontedera, rivedo la Curva Mare in azione per la seconda volta, in questo Lunedì sera novembrino.

La mia prima impressione è che il periodo di rodaggio sia superato, visto che lo spettacolo sugli spalti a cui assisto questa sera è di gran lunga più entusiasmante e coinvolgente rispetto alla volta scorsa.

Insomma, poco alla volta gli spalti del Dino Manuzzi stanno tornando ad essere un valore aggiunto nelle gare interne del Cesena F.C., nonché quel dodicesimo uomo in campo che ha reso questo stadio uno dei più difficili da espugnare.

Complici, forse, il blasone dell’avversario odierno, la diretta tv su Rai Sport ed un numero di sostenitori ospiti che si preannuncia consistente, gli ultras di casa sfoggiano un’accoglienza, all’ingresso delle squadre sul terreno di gioco, degna di ben altri palcoscenici.

Torce e bandiere illuminano la Curva Mare, mentre intona l’inno con cui saluta l’inizio di ogni partita.

Il tutto crea un effetto molto suggestivo, che rimanda al tifo degli anni ’80 e ’90, quando l’accensione di una torcia era visto come un atto d’amore nei confronti della propria squadra del cuore e non come un gesto da condannare e punire.

L’inizio della partita vede la sola tifoseria bianconera come protagonista, considerata l’assenza degli ultras del Pescara, non ancora giunti sugli spalti della Curva Ferrovia.

Tuttavia, il manipolo di sostenitori biancoazzurri già presenti nel settore ospiti prova comunque a farsi sentire, seppure con scarso successo.

La curva di casa sostiene a gran voce gli undici di mister Viali che, però, faticano ad avere la meglio su di un Pescara coriaceo e ben messo in campo.

Il primo tempo finisce così a reti inviolate, malgrado la supremazia in campo dei bianconeri.

Sul finire dell’intervallo, mentre le squadre stanno facendo ritorno sul terreno di gioco, si assiste all’ingresso sugli spalti degli ultras pescaresi che, fin da subito, si posizionano alle spalle della porta dando il via al loro personalissimo show, fatto di tanti cori secchi e battimani, accompagnati dallo sventolio delle bandiere al seguito.

Con i propri vessilli tenuti in mano e bene in vista, sono autori di una bella prova di tifo.

Anche se, non essendo numerosi ed avendo di fronte una Curva Mare in grande spolvero, è difficile riuscirli a sentire dalla tribuna.

Li si vede, comunque, molto attivi. Nel colorare il loro settore e non solo.

Come quando non mancano di “beccarsi” con il gruppo dei casual del Cesena, questa sera costretti loro malgrado al secondo anello dei Distinti.

In ogni caso, l’ingresso degli ultras del Pescara nello stadio rappresenta una bella iniezione di entusiasmo, che accende ulteriormente gli animi e fa alzare il volume del tifo dei padroni di casa.

Sotto la spinta dei cori della Curva, i numerosi tentativi di arrembaggio dei calciatori bianconeri danno i loro frutti all’ottantatreesimo, col goal del vantaggio che arriva grazie ad una sfortunata autorete del biancazzurro Nzita.

Da lì al fischio di chiusura si scatena la festa sugli spalti del Manuzzi, con un Romagna mia cantato a squarciagola e relativa sciarpata che accompagnano la squadra romagnola fino alla fine del match.

Al termine delle ostilità, i calciatori del Cesena fanno festa in campo e salutano i propri sostenitori presenti sugli spalti, partecipando anche attivamente ad uno dei tanti cori intonati sul finale dagli ultras.

Giangiuseppe Gassi