Sono un giocatore delle giovanili del Rimini (che adesso chiamano A. C. Rimini 1912), ho 15 anni appena compiuti e la sera del 13 agosto ero allo stadio insieme a tutta la mia squadra e a tutto il settore giovanile del Rimini.

Durante l’intervallo della partita Rimini-Riccione, sono uscito dalla tribuna centrale dove eravamo per andare verso il bar “Ciuri ciuri” (via Flaminia) per mangiare un bombolone con alcuni compagni di squadra della mia età (so che in quel posto li fanno buoni). Allo stadio c’era clima di festa e di tifosi avversari non se n’erano visti, anche la zona del settore ospiti ci sembrava tranquilla. Ma dopo esser passati davanti al palazzetto dello sport, arrivando davanti a via Arnaldo da Brescia, vediamo un gruppo per lo meno “strano”, che presto diventa sospetto e inquietante: una decina di persone vestite con felpe bianco-blu con i caschi in testa, le facce coperte e delle armi in mano, tipo bastoni (forse mazze) e bottiglie.

Erano in fondo a via Arnaldo da Brescia, verso il parchetto, in una zona abbastanza buia e sembrava che aspettassero il momento buono per fare qualcosa; probabilmente avremmo dovuto temere per la nostra incolumità dato che qualcuno di noi aveva la sciarpa del Rimini, ma non facciamo neanche in tempo che uno di loro urla qualcosa ed iniziano a correre verso la via dei distinti (non ricordo come si chiama), in direzione opposta alla nostra, lanciando razzi e grossi petardi (cosa che poi ho saputo hanno notato anche le altre persone che erano allo stadio).

Abbiamo pensato che questo gruppo di riccionesi (dato che erano vestiti con gli stessi colori del Riccione) che non erano entrati allo stadio, stesse aggredendo alcuni tifosi del Rimini usciti all’intervallo come potevamo essere noi se ci avessero visto, e siamo scappati tornando indietro.

I miei amici hanno paura a raccontare quanto hanno visto, e fino adesso anche io, abbiamo solo 14-15 anni e non vogliamo creare preoccupazioni ai nostri genitori finendo in tribunale, in più ci sembra assurdo che tra piadinerie, bar che erano aperti, e case proprio lì davanti, non ci sia neanche un adulto disposto a dire come sono andati i fatti.

Le conseguenze di quel che è successo le ho sapute solo i giorni dopo sui giornali, e sicuramente sono cose che non dovrebbero succedere. Ma non mi sembra giusto che da subito i quotidiani, il sindaco di Riccione, il questore e anche il presidente del Rimini abbiano incolpato a priori il pubblico della Curva di Rimini. Infatti certi fatti sono stati stravolti perchè si è parlato di agguato dei riminesi ai riccionesi, quando semmai è stato il contrario.

Posso dire che gli aggressori sono stati scambiati per aggrediti, e da quel che ho visto credo che quelli che quella sera facevano i lupi poi sui giornali sono diventati agnelli. Invece non erano certo venuti a Rimini per fare la parte di cappuccetto rosso, visto le armi che avevano, i caschi in testa mentre camminavano senza motori e il fatto che hanno iniziato a correre verso la tribuna dei riminesi lanciando petardi che sembravano bombe…

Sono un giovane cittadino di Rimini e anche giovane calciatore e tifoso della sua squadra, e vorrei che chi amministra questa città sia imparziale con tutti, e che non si schieri con qualcuno ai danni di qualcun’altro per partito preso, colpendo solo certe responsabilità e sorvolando su altre. Tutti hanno diritto a una giustizia imparziale.

Forse invece sono stati accusati da subito gli ultras riminesi perchè sono sicuramente di più e più conosciuti di quelli riccionesi ed è più facile prenderli come unici colpevoli anche se le cose sono andate molto diversamente da come sono state raccontate dopo.

Spero di contribuire a far emergere la verità che fino a oggi è rimasta nascosta e chiedo alle persone più grandi che hanno visto queste cose, che lo testimoniino.

[Fonte: Alta Rimini]