A Como, festeggiando la stagione appena trascorsa e sognando quella a venire…
Ridottosi drasticamente lo spazio sociale negli stadi, sempre più messo a dura prova dalla lottizzazione commerciale di ogni angolo esistente da parte di chi vuole solo monetizzare senza troppo badare a quegli aspetti “popolari”, estensivamente detti, ai tifosi non resta che ritagliarsi la propria esistenza, l’interazione della propria comunità, la trasmissione della tradizione in spazi propri, fuori da schemi altri, flussi social, hashtag e quant’altro possa essere intercettato per trarne profitto da dirigenti sempre meno calcistici e sempre più esperti (almeno così credono e dicono…) di marketing. La passione non ha bisogno di troppe sovrastrutture.
MF