A dieci anni dalla sua scomparsa, Cosenza non dimentica e si unisce ancora una volta nel ricordo di “Ettaruzzo”, ultras rossoblù prematuramente scomparso all’età di 27 anni, ma la cui impronta è ancora viva nel cuore dei suoi vecchi fratelli di curva. Alla presenza della famiglia, di tanti tifosi cosentini e di tanti gemellati ed amici, vecchi e nuovi, dagli angoli più distanti d’Italia, il “Memorial Ettore Covello” è stato un importante momento di condivisione, amicizia, approfondimento. Ultras in fondo è molto altro, molto di più del selvaggio luogo comune, ma destrutturarne i falsi miti richiede impegno e forse, in fondo, a chi dovrebbe farlo, non conviene nemmeno tanto. Anche se gli ultras poi, incuranti, continuano a dimostrare rinnovata vitalità e voglia di resistere alla deriva commerciale del calcio, dove il lato umano del tifo spesso viene in subordine alla dimensione del cliente.