Il Tar di Brescia con sentenza numero 688 del 2022 mette chiarezza alla situazione di Claudio Galimberti che nel lontano 2018 aveva ricevuto un aggravamento del suo Daspo in vigore per un anno e sei mesi per una serie di violazioni.
La Questura lo accusava di aver seguito la squadra della trasferta di Europa League a Dortmund (in violazione di precedente daspo ancora in vigore), di avere offeso un operatore di polizia in un contesto esterno allo stadio, di aver violato, infine, il divieto di accesso allo stadio vigente nel momento in cui si era recato all’esterno della dello stadio comunale Azzurri d’Italia di Bergamo in occasione di Atalanta-Milan primavera.
Il Tribunale Amministrativo, accogliendo il ricorso degli avvocati Adami e Riva, ha sancito che le prescrizioni contenute in un Daspo debbono essere chiare e comprensibili per il prevenuto (“l’area di adottabilità del provvedimento in esame, proprio per le limitazioni alla libertà personali che determina, va definita sulla scorta di una interpretazione restrittiva e rigorosamente aderente al dato letterale della norma che lo tipizza”) ed ha stabilito che in occasione del 15 febbraio 2018 (trasferta a Dortmund in Germania) Galimberti aveva rispettato le prescrizioni poiché si era allontanato dalla zona adiacente allo stadio di Dortmund tre ore prima della partita, esattamente come previsto dal Daspo originario in vigore. 

Ha chiarito che l’episodio ingiurioso nei confronti di un operatore di polizia era avvenuto all’esterno del contesto calcistico e non aveva nessun tipo di collegamento con l’evento sportivo ed infine, per quello che riguarda  la partita Atalanta- Milan Primavera, nessun tipo di divieto per quello che riguarda le partite delle squadre giovanili era stato chiarito dal Questore e quindi non poteva essere violato.