Arechi, la Questura aveva inviato una nota al ministero. La Digos acquisisce le immagini, identificati tutti gli ultrà.

Una scena degli scontriSALERNO —Naufraga tristemente il gemellaggio tra tifosi granata ed azzurrostellati in un derby atteso per ben 27 anni, ma macchiato da scontri tra tifoserie e con le forze dell’ordine. La Salernitana pagherà il conto della violenza: la società ha ricevuto una multa da 4 mila euro. Eppure i presupposti per rinsaldare l’amicizia sportiva tra il capoluogo e la città dell’Agro sembravano esserci tutti, invece grazie ai soliti teppisti lunedì sera il settore distinti e il piazzale antistante lo stadio Arechi si sono trasformati in campo di battaglia.

LA TESSERA DEL TIFOSO – Ma cosa non ha funzionato? Perché la nuova normativa contro la violenza negli stadi— di cui la tessera del tifoso è solo l’elemento più noto — ha dato così cattiva prova? Probabilmente all’origine di tutto vi è stata una sottovalutazione, a Roma, dei rischi connessi al derby. Ma andiamo con ordine. Com’è noto quest’anno ha fatto il suo esordio la tessera del tifoso, sistema studiato per «censire» i supporter che intendono seguire la propria squadra nelle trasferte considerate a rischio. In buona sostanza chi è in possesso della tessera ha la possibilità di assistere — occupando i posti riservati nel settore ospiti — a quelle partite per cui sono previste limitazioni d’accesso alla tifoseria. Presupposti perché possa essere limitata la presenza di tifosi ospiti sono, in buona sostanza, precedenti episodi di violenza verificatisi tra le tifoserie in questione o il pericolo di incidenti, avvalorato quest’ultimo da specifiche indicazioni. Naturalmente se per la partita in questione non viene emessa alcuna determinazione, questo il nome tecnico delle limitazioni alla presenza di tifosi in trasferta, chiunque può acquistare biglietti per i diversi settori dello stadio, anche i sostenitori della squadra ospite. Ed è proprio questo quello che è accaduto lunedì sera allo stadio Arechi.

IL PRECEDENTE DATATO ’83 – In assenza di specifici divieti i tifosi della Paganese — in buona parte sprovvisti di tessera del tifoso — si sono riversati in massa nel settore distinti, teatro all’inizio del secondo tempo degli incidenti più aspri. Eppure da Salerno nei giorni scorsi era partita dalla Questura una nota per il ministero degli Interni, nota in cui si evidenziava il rischio di presenza nello stesso settore — i distinti dell’Arechi appunto — tra la tifoseria granata e quella azzurrostellata. Il Viminale, però, non ha ritenuto necessario derogare alla regola e dunque, in assenza di precedenti episodi di violenza tra le due tifoserie, non ha emanato alcuna determinazione. Peccato, però, che l’ultimo incontro tra Salernitana e Paganese risalisse al 1983 — vittoria dei granata per 3-1 all’andata e pareggio 0-0 al ritorno — forse troppo in là nel tempo per immaginare che anche questa volta tutto potesse filare via liscio come allora. Si è arrivati così alla serata di lunedì, quando i teppisti dei due gruppi sono entrati in azione distruggendo il bar del settore distinti, dando vita a scontri con i tifosi avversari e con le forze dell’ordine dentro e fuori lo stadio.

I TAFFERUGLI – Il bilancio registra quattro feriti lievi, tutti medicati presso il Ruggi d’Aragona e dimessi già lunedì sera. La pronta reazione delle forze dell’ordine presenti all’Arechi ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. Le indagini sugli incidenti di lunedì sera sono affidate agli investigatori della Digos. Un importante contributo al lavoro investigativo è arrivato dall’analisi delle registrazione delle telecamere di sorveglianza dello stadio e degli altri filmati che hanno ripreso gli scontri: i protagonisti dei tafferugli sono stati tutti ripresi. Di qui il cauto ottimismo che trapela dalla Questura di Salerno: già nelle prossime ore si potrebbe giungere all’identificazione dei tifosi violenti ed all’emissione dei primi provvedimenti di polizia.

[Fonte: Corriere del Mezzogiorno]