Come ogni estate, lo stillicidio continua. Fra club dal passato nobile o meno nobile, questa volta la malasorte ha investito una squadra blasonata come il Varese che, per la prima volta dopo 109 anni, si ritrova senza una rappresentativa calcistica in campo. Che poi anche parlare di malasorte è in realtà fuorviante visto che questi fallimenti sportivi (a cui spesso seguono anche quelli giuridici) sono la diretta conseguenza di un modello economico che non è più sostenibile e di cui si dovrebbe, in un modo o nell’altro, invertire la rotta promuovendo esempi virtuosi che, tanto per dire, sono spesso gli stessi tifosi a portare alla ribalta: vedasi i tanti esempi di partecipazione popolare che hanno salvato o fatto rinascere il calcio in piazze dove squallidi avventurieri lo avevano ridotto in malora.
Solidarietà ai tifosi del Varese come a tutti quelli che li hanno preceduti in queste settimane e che sicuramente seguiranno nelle prossime.