Riceviamo e pubblichiamo quest’ennesimo punto di vista di un nostro lettore su quanto avvenuto nell’ormai tristemente famoso derby Salernitana-Nocerina. Polemica tutta interna al nostro mondo, al di là del chiacchiericcio giustizialista dei media, da cui però si può partire per allargare il confronto. L’idea, che non è poi isolata e che abbiamo già colto qua e là, che scendere a compromessi con il diavolo non dia diritto a lamentarsene poi degli effetti collaterali ampiamente preventivabili. Come sempre, al solito indirizzo relazioni@sportpeople.net, restiamo a disposizione di quanti volessero offrire un loro contributo ulteriore.

 

nocerina-messaggio-arechi-salerno

Lo spettacolo offerto domenica scorsa dal derby salernitano è stato certamente uno dei peggiori visti nel moderno calcio italiano, non tanto per tutto quello raccontato dalla maggior parte dei media nazionali e locali, quanto per quella sceneggiata che nulla ha a che vedere con il mondo del calcio. I giocatori della Nocerina, su pressione dei loro ultras, ai quali era stato vietato di assistere alla partita, a meno di 20 km di distanza, anche possedendo la Tessera Del Tifoso, avevano deciso di non disputare quel match così importante in assenza dei propri sostenitori. La faccenda si sarebbe potuta chiudere con un semplice 0-3 a tavolino e il rimborso dei tagliandi acquistati (cose che tra l’altro probabilmente avverranno lo stesso) e, invece, no! Infatti, accade che il questore di Salerno, in preda a qualche mania di protagonismo o alla ricerca di encomi per il “magistrale mantenimento dell’ordine pubblico”, decida di costringere i calciatori nocerini a scendere in campo, nonostante loro non ne abbiamo la benché minima voglia, “obbligandoli” a mettere in atto, nel modo in cui si è visto, le loro reali intenzioni. Il circo mediatico e politico non aspettava altro, e giù a sparare tra la folla, seminando panico e somministrando agli inerti ascoltatori e lettori la “pillola del diversivo” che distoglie da tutti i reali problemi del Bel Paese, a discapito degli ultras e dei tifosi, così come accade da almeno un paio di decenni. A questo punto, però, proprio in virtù del fatto che ogni tifoseria d’Italia conosce fin troppo bene questa ben collaudata strategia, è inutile star qui a parlarne, ma è necessario spostare la discussione su un argomento molto più importante del classico polverone alzato da “giornalai e politicanti”; la vera questione sollevata dagli ultras nocerini sulla quale si sarebbero dovute incentrare le loro discussioni post-gara: la Tessera del Tifoso.

Dalla sua emanazione, ormai più di quattro anni fa, sembrò che gli ultras di tutta Italia, finalmente, dopo innumerevoli soprusi, si stessero compattando contro quest’abominio legislativo, accantonando rivalità e dissapori storici per lottare fianco a fianco contro un provvedimento che minava oltre la libertà del movimento, anche quelle personali, sotto un unico slogan: NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO. Diversamente da quanto ci si potesse aspettare, numerosi calciatori, anche tra i più noti del panorama calcistico italiano, come Francesco Totti, tanto per citarne un caso, personaggi dello spettacolo e, timidamente, persino qualche politico, espressero pareri negativi riguardo alla suddetta tessera, ma alcuni ultras pensarono che fosse meglio perdere una battaglia – e forse anche la guerra – per non perdere i loro privilegi di varie nature. Così pronti e via, le prime defezioni degli ultras che si sono moltiplicate negli anni grazie a delle “furbesche” trovate come la “Home Card” e l’“Away Card”, le quali sostanzialmente differiscono per nome, ma non per essenza dalla TDT.

Capita allora che il mondo ultras italiano si mobiliti in modi rivedibili come la rivendicazione dei propri diritti e delle proprie libertà da colei che ha contribuito per anni alla distruzione di questi, alimentando fantasmi e false credenze: la televisione commerciale.

Ed ecco l’unica vera notizia del derby Salernitana-Nocerina; l’ultima prova che testimonia come il movimento ultras italiano, destabilizzato dalle continue politiche repressive, sia in confusione, e che anziché combattere tutti gli abusi perpetrati nei suoi confronti nel corso degli anni, si è fatto la guerra da solo, dimenticandosi la forza dell’unità. Così succede che curve tesserate come quella di Nocera, – nel caso specifico, ma sarebbe potuta capitarne qualunque altra, – dopo aver sottoscritto la tessera (con la consapevolezza di tutti i suoi limiti e le sue restrizioni), si ritrova a subire le decisioni dello “ sceriffo” di turno ed è costretta a prendere una decisione coraggiosa, confidando forse nel fatto di avere nel portafogli il “tesserino della libertà” attraverso il quale si crede di essere esenti da prevaricazioni e dalla gogna mediatica.

Ci sono, però, anche curve che non hanno mai creduto a questo specchietto per le allodole e che ne stanno subendo le conseguenze, ormai da anni; esempi delle ultime settimane, solo per citarne alcuni, sono i 93 doriani a Livorno, i 36 bresciani a La Spezia e i 30 leccesi a Pagani, tutti diffidati, –  tra chi è stato rispedito a casa e chi è stato fatto entrare con regolare biglietto, per poi vedersi recapitare il provvedimento nei giorni successivi –  per il semplice fatto di aver provato a seguire la propria squadra senza TDT.

Qualche tempo fa, un Ultras si sarebbe imbestialito a sentire vicende come quest’ultime, sarebbe stato dalla loro parte ma ora, invece, solidarizza con chi ha accettato di scendere a compromessi, probabilmente per timore di ricevere un giorno lo stesso trattamento da parte dell’Osservatorio o dei singoli questori.

E’ perciò d’obbligo fare una distinzione linguistica, perché l’Apprezzamento può prescindere dalla storia precedente e riferirsi a una singola situazione, mentre il Rispetto bisogna guadagnarselo con il sacrificio e la costanza nel tempo, mettendo in conto tutto quello che può conseguire.

E’ giusto, perciò, Apprezzare il tentativo degli ultras molossi di far sentire la propria voce attraverso un gesto così significativo, consapevoli del fatto che avrebbe necessariamente fatto parlare, magari portando alla luce le contraddizioni del provvedimento emesso nei loro confronti.

Si deve, invece, Rispettare chi da questi possibili “equivoci” ha scelto di restarne estraneo, non sottoscrivendo la tessera, battendosi fino all’ultimo oltre che contro la scure della repressione delle politiche sociali e dei soprusi delle forze dell’ordine, anche e purtroppo, contro le spaventose contraddizioni del movimento ultras italiano, attraverso la forza di una potente arma, la Coerenza, professata da tutti, ma praticata da pochi.

Emmegi.