“È una regola che vale l’universo, chi non lotta per qualcosa ha comunque perso”, una semplice frase che in breve spiega l’essenza di due tifoserie, quelle di Fasano e di Altamura, che in tutti questi anni, tra gioie e delusioni, sono state sempre lì su quei gradoni, a sostegno dei propri colori.

Fasano-Altamura è, insomma, una di quelle partite del girone H della serie D che quando la vedi sul calendario non può di certo passare inosservata e cosi è stato anche per noi. Nonostante il maltempo si sia abbattuto su tutta la Puglia durante tutta la settimana, per fortuna in questa prima domenica di dicembre è il sole che fa capolino riscaldando gli spalti del Vito Curlo di Fasano. Fischio di inizio fissato alle 15.30, posticipato di un’ora rispetto alle altre gare del girone, nel tentativo di coinvolgere maggior pubblico con un orario più comodo nel tran tran domenicale. Alla fine la scelta si rivela azzeccata e ne esce fuori un’ottima cornice, con i rispettivi settori che vanno riempiendosi gradatamente prima del fischio di inizio.

Si ritrovano oggi contro due tifoserie che non nutrono di certo simpatie reciproche, diverse e se vogliamo persino opposte nello stile e nel modo di tifare soprattutto.

Gli ospiti giungono a Fasano in poco meno di 150 unità, tra l’altro erano 200 i tagliandi messi a loro disposizione, quantitativo limitato per motivi di ordine pubblico come ormai è divenuta prassi in quest’ultimo periodo. Dopo aver esploso un paio di bomboni al loro arrivo all’esterno dello stadio, i sostenitori biancorossi entrano nel settore in maniera compatta, posizionandosi dietro le loro pezze e rendendosi subito artefici di svariati cori ostili rivolti ai padroni di casa, che dal canto loro rispondono per le rime e che fanno da preludio ad un ambiente già caldo di per sé.

A dire il vero, ottimo l’approccio degli Altamurani in questo campionato, dove sia in casa ma soprattutto in trasferta hanno migliorato di molto le loro performance, soprattutto a livello numerico. Parliamo comunque di una bella realtà che nonostante da tempo meriterebbe l’ebbrezza di una categoria in più, ha comunque il grande merito di aver saputo consolidare in tutti questi trascorsi il movimento ultras cittadino, dove la presenza dei gruppi e i loro striscioni sono diventati nel corso degli anni un fermo punto di riferimento per tutte quelle nuove generazioni che si affacciano per le prime volte a questo modo di vivere lo stadio.

Tornando all’attualità, il loro tifo risulta continuo per tutta la durata della gara, con una certa predisposizione verso cori secchi che sottolineano la compattezza dell’intero settore, contraddistinto inoltre da battimani belli da vedere. Senza l’uso del tamburo che fa da metronomo per mani alzate e suoni alternati, diventa difficile per quasi tutte le tifoserie rendersi artefici di un tifo ben coordinato, a loro invece il tutto riesce in maniera naturale e a dir poco esemplare.

Dalla parte opposta, nemmeno i padroni di casa hanno certo bisogno di lunghe presentazioni: senza dubbio Fasano è una di quelle realtà ultras della Puglia che non delude mai l’osservatore, una tifoseria che nonostante tante traversie e le tantissime diffide ricevute negli ultimi anni, resta ancora lì in piedi a difendere il proprio ideale ultras. Quello striscione che raccoglie un’intera curva, “Avanti Ultras” parla chiaro. Non sono due semplici parole buttate lì a caso, “Avanti Ultras” è un’idea, uno stile di vita che porta ad andare avanti, oltre le difficoltà, oltre gli ostacoli, quel motivo per cui, nonostante tutto, continuare a lottare in prima fila, a testa alta, sempre!

In curva Sud le presenze si concentrano soprattutto nella zona centrale, restituendo la classica impronta tradizionalista che da sempre li caratterizza. Manate belle, cori a ripetere possenti e tantissimi altri più prolungati accompagnati dal suono costante del tamburo. Belli i bandieroni che campeggiano sempre al vento e che, assieme all’accensione di alcune torce, conferiscono una degna nota di colore alla loro prova.

In campo invece la sfida termina con un pareggio a reti inviolate, ma più importante di un gol è sicuramente la capacità del movimento ultras di reinventarsi e di resistere alle spinte che vorrebbero annullarlo ed in fondo a questa gara, è questo l’auspicio migliore che se ne può ricavare, sperando che gli ultras abbiano sempre la forza e la capacità di rendere reali tali propositi.