La  partita del Vito Curlo non compariva inizialmente tra quelle con profilo di alto rischio. Il cambio di rotta delle autorità preposte, evidentemente, è legato a quanto accaduto al termine della gara di Coppa Italia Brindisi-Foggia. 

Una beffa, indubbiamente, soprattutto per l’interesse che avrebbe generato questa partita con la presenza della tifoseria foggiana; lo stimolo nel seguire partite che giocoforza si rivelano un monologo sugli spalti, è senza dubbio inferiore. Tra l’altro le due squadre e le due tifoserie non si incontravano addirittura dal 9 dicembre 2001 in C2. Altri tempi, altra storia, niente divieti. Rimuginare fa male. Pensare al passato e a cos’era il mondo ultras senza restrizioni e divieti gioca brutti scherzi, ritrovandosi catapultati ad un triste presente fatto di settori chiusi.

2.000 i presenti questo pomeriggio, in un clima meteorologicamente caldo, ma che non promette nulla di buono visti i cupi nuvoloni all’orizzonte. Con un settore ospiti forzatamente e desolatamente vuoto, come detto, l’ambiente viene dunque reso vivo dai soli ultras fasanesi in curva sud.

Numericamente sono sempre i soliti, compattati centralmente. Come sempre su buoni livelli, la loro prova è caratterizzata dal continuo sventolio di bandieroni e bandiere che rendono vivo e colorato il settore. Tifo intenso e buoni battimani, con qualche pausa verso la fine del primo tempo. Dopo il goal l’entusiasmo sale e coinvolge anche il pubblico assiepato in tribuna.

Il secondo tempo è un continuo crescendo. Classico tifo all’italiana con i consueti tamburi e tifo ininterrotto restituiscono una prova che globalmente e senza dubbio può considerarsi positiva. Tra i vari striscioni esposti, spicca un classico di queste prime giornate contro il Decreto Sicurezza Bis che è andato ad appesantire l’apparato di norme afflittive a carico del mondo del tifo.

La squadra in campo premia la tifoseria locale imponendosi di misura con un goal alla mezz’ora che è sicuramente il miglior modo per iniziare questa nuova stagione in serie D e costituisce un’importante iniezione di fiducia vista la caratura dell’avversario, per quanto la sua rosa sia ancora in piena evoluzione.

Testo di Massimo D’Innocenzi.
Foto di Riccardo Dibiase.