ultras-andriaIl Prefetto della Provincia di Brindisi ha disposto l’ennesimo divieto di trasferta ai tifosi andriesi. Fidelis “sola” anche ad Ostuni

Si dovrebbe parlare di un campionato, quello di Eccellenza, che dopo anni di anonimato, finalmente torna a regalare emozioni, un tasso tecnico più elevato e un finale da infarto. Si dovrebbe parlare dell’avvincente sfida a tre tra Gallipoli, Fidelis Andria e Atletico Mola che si contendono il primato per conquistare il massimo campionato dilettantistico. Si dovrebbe parlare di un cammino strepitoso come quello del team di mister Nicola Ragno che, a suon di gol, ha inanellato una serie di risultati utili consecutivi da far impallidire qualsiasi appassionato di statistiche. Niente di tutto questo. Come se già non bastasse il fallimento e la ripartenza dall’Eccellenza,  ad una città di 100 mila abitanti che vive per il calcio e che ha calcato per quasi 30 anni campi professionistici, ci si mettono anche giustizia sportiva e i prefetti a rendere questo campionato un vero e proprio calvario.

Tutto è iniziato dal match dello scorso 2 Marzo: Atletico Mola – Fidelis Andria. L’impianto barese “Caduti di Superga” non è certamente un’eccellenza della nostra regione, ma comunque capace di poter ospitare i tanti tifosi andriesi. La società del Mola ha venduto, per quasi tutto l’arco della settimana, i biglietti del settore ospiti salvo poi eseguire la disposizione del Prefetto di Bari, giunta alle società il venerdi antecedente la gara, di vendere i tagliandi ai soli residenti di Mola di Bari. Una decisione inaccettabile, sia per i tempi che per le motivazioni. Il giorno della gara circa 150 supporters andriesi si recano a Mola di Bari, dove tra l’altro presso il botteghino era possibile acquistare il tagliando del settore ospiti, e richiedono di poter entrare nell’impianto. Nella settimana successiva entra in scena, un “discutibile” per non dire altro, giudice sportivo che punisce in maniera esemplare la società del presidente Lotito. Pesante sanzione pecuniaria, e due gare da disputare in campo neutro a porte chiuse perche i tifosi della Fidelis hanno forzato il servizio d’ordine entrando nello stadio. Dieci giorni dopo queste inaccettabili decisioni, è la volta di un altro Prefetto, quello della provincia di Brindisi, che in mattinata ha reso ufficiale, un’altra “balorda” decisione, quella di vietare la trasferta di Ostuni ai tifosi biancoazzurri. La motivazione è la seguente: “la gara viene ritenuta ad alto profilo di rischio per le criticità poste in essere dai tifosi della Fidelis Andria resisi protagonisti di comportamenti violenti in altri match”. Una determina francamente insensata, quella del Prefetto della provincia di Brindisi, in quanto la tifoseria andriese nell’arco di tutto questo campionato, non è mai stata violenta e mai si è resa protagonista in negativo.

Così la Fidelis Andria, oltre a dover lottare con Gallipoli e Atletico Mola, deve fare i conti con decisioni che continuano a penalizzare il club azzurro e i propri tifosi che non sono liberi di sostenere la loro squadra nel momento più delicato della stagione.

Il calcio senza tifosi non è calcio, e forse è arrivato il momento che coloro i quali lavorano dietro una scrivania e rilasciano determine capiscano questo concetto.

[Fonte: PugliaCalcio24]