Crotone1Per la 34esima di campionato, la Virtus, reduce dall’insuccesso casalingo contro il Perugia, è impegnata sul campo della corazzata Crotone. In anticipo rispetto alle altre gare, questo match si giocherà di Venerdì 01 Aprile alle 20:30. La voglia di seguire le maglie rossonere su e giù per lo Stivale è estrema, ma talvolta ci troviamo a fare i conti con le diffide che incombono sul nostro già rimaneggiato gruppo e con il problema economico che da sempre ci attanaglia.

Orari e partite disputate nei giorni più disparati, poi, di certo non ci aiutano. Comunque sia, in tre unità riusciamo a garantire la rappresentanza pure in Calabria (e, valutate le condizioni, questo accresce solo il nostro orgoglio!). Grazie alla colletta effettuata al “Biondi” la settimana precedente, abbiamo la possibilità di prendere a noleggio la macchina che ci terrà compagnia per i tre giorni avvenire (si, perchè, come concordato, il Sabato e la Domenica andremo a far visita ai nostri amici cosentini!). Dunque, alle 12:30 del venerdì, apriamo il lungo weekend targato “F.N.T.”. Sulla mappa di bordo decidiamo di percorrere la A14 fino a Taranto e da lì procedere lungo il versante ionico.

Nonostante la distanza, il viaggio di andata, intervallato da qualche sosta di ampio respiro, scivola via piuttosto velocemente, tanto da arrivare nella città pitagorica oltre un’ora prima del fischio d’inizio. Ci mettiamo, quindi, in contatto con i ragazzi di Crotone non tesserati che attualmente occupano le gradinate affianco al Settore Ospiti (dietro le pezze “1997”, “Superiorità Indiscussa”, etc.), ai quali, lo ribadiamo, non ci lega nessun rapporto di amicizia; si tratta semplicemente di un sano rispetto tra due realtà che, ognuna a modo suo, cerca di combattere l’infame tessera del tifoso.

Il tempo di un paio di giri di birre e poi, guidati da loro, ci muoviamo verso i botteghini dello stadio. Qui, dopo i ripetuti ed insistenti tentativi effettuati dai padroni di casa, l’addetto incaricato alla stampa dei tagliandi si agiterà di brutto, e col suo tono di voce finirà addirittura per richiamare l’attenzione della guardia giurata che staziona nei paraggi. L’unica soluzione che ci viene proposta è quella di acquistare i biglietti di ingresso alla Tribuna (al modico prezzo di 25,00 Euro a testa!) e con un’alta percentuale di probabilità che ai cancelli potremmo essere ugualmente respinti. Francamente non ce la sentiamo di correre un rischio così elevato, perciò assieme agli Ultras crotonesi (…che ce l’hanno messa davvero tutta per farci entrare!) proviamo a giocarci l’ultima carta allo sbarramento posizionato in corrispondenza del viale antistante il Settore Ospiti, sperando magari nel buon senso di qualche anima pia. Ma anche questa volta, in seguito a richieste e pressioni, la risposta sarà negativa, con il questore del posto che, improvvisatosi cameraman della situazione, ci “inviterà” a lasciare immediatamente la zona.

Dunque, capiamo che, a differenza delle passate stagioni, oggi non c’è storia di varcare i tornelli dello “Ezio Scida”, per cui alle 20:30 esatte preferiamo salutarci con i ragazzi di Crotone, ringraziandoli chiaramente per la sempre impeccabile disponibilità e per essere rimasti con noi fino in quel momento. Col contachilometri che già segna cifre ragguardevoli, la nostra prossima destinazione è Cosenza. Durante il tragitto, ascoltiamo la sintesi della partita alla radio: al termine delle ostilità in campo, un agguerrito Lanciano sarà, purtroppo, condannato da un calcio di rigore realizzato dal sodalizio rossoblu al 52’.

Intorno alle 23:15, approdiamo nel capoluogo silano e ad attenderci troviamo gli amici della “Banda Free”. Dopo gli entusiasti saluti di rito, assieme andremo a rifocillarci in un ottimo pub dove, ad ogni pinta, si leverà un brindisi alla nostra fratellanza. Successivamente, ci addentreremo nelle vie del centro cittadino; nei suoi locali, affollati di gente, trascorreremo buona parte della serata, in cui avremo modo di riabbracciare anche diversi esponenti del tifo cosentino tra bicchieri sempre colmi di bevande al luppolo e amari vari. Con i ricordi che, come potrete comprendere, cominciano a sfumare (!!) e l’ebbrezza che sale, verso le 04:00 ci spostiamo nell’abitazione di chi, con straordinaria accoglienza, si occuperà di ospitarci per ben due notti.

Approfittiamo di qualche oretta di sano relax, stesi sul letto, per rimediare alla stanchezza accumulata in giornata e recuperare le energie spese. In forma smagliante, quindi, il sabato mattina unitamente alla combriccola della “Banda Free”, ci rechiamo in un bar dove lavora un Ultrà rossoblu di nostra conoscenza. Avvinghiati al bancone per una colazione molto alcolica (pensate, c’è chi aprirà le danze a suon di grappe!), aspettiamo l’arrivo di altri tre “Frentani Non Tesserati”, costretti il venerdì a rimanere a Lanciano per via dell’odiata firma da dover apporre in commissariato.

Giunge presto, quindi, pure il benvenuto ai nostri fratelli che saranno subito dirottati nel locale per un lungo e sostanzioso aperitivo; aperitivo nel mentre del quale aderiremo alla petizione contro il cosiddetto “Daspo di piazza”, recente arma sperimentata dal sistema per punire, in occasione di eventi sportivi, quanti commettono il grave “reato” di esprimere liberamente la propria idea in strada. Insieme ad alcuni componenti del gruppo “Anni Ottanta”, che nel frattempo ci avevano raggiunto, ci dirigiamo poi in un ristorante appena fuori città per seguire le sorti dei Lupi, di scena oggi al “Veneziani” di Monopoli. Al pranzo organizzato dal Direttivo degli “Anni Ottanta”, partecipano i gruppi, quelli rigorosamente non tesserati, che attualmente popolano la Tribuna A (la mitica “Banda Free”, i ragazzi di Andreotta, quelli della Terra di Piero e di Cosenza Vecchia).

Ciò che ci colpisce maggiormente è vedere come giovani e meno giovani, “anziani” e bambini siano in perfetta sintonia tra loro, condividendo il folle amore per i colori rossoblu nel rispetto di quei valori puri e genuini e di quei codici comportamentali che dovrebbero stare alla base di ogni movimento. Ecco, la netta percezione di sentirsi tutti parte di una comunità, di una grande famiglia allargata che, oltre le avversità, continua a lottare fiera, è sicuramente uno degli aspetti che ci ha notevolmente impressionato. Il nuovo entusiasmo ricreatosi in Tribuna, crediamo sia figlio del rimettersi in gioco, lì in prima linea, di gente che, sciarpa al collo e con qualche capello grigio sulla testa, è capace ancora adesso di trascinare, di trasmettere lo stimolo giusto per andare avanti e non arrendersi.

Il pomeriggio, tra cibo a quantità e bevute colossali, un tripudio di cori e sostegno, battute e scambi di opinioni, volerà via in un battito di ciglio. Al triplice fischio, che sancirà la rocambolesca vittoria del Cosenza per 3 reti a 2 ai danni dei biancoverdi pugliesi, ci tratterremo per dell’altro tempo al ristorante. Più tardi, invece, ci spingeremo verso il bar che ci ha spalancato le porte in mattinata, pronti per l’ennesima tournèe alcolica. Ad ora di cena, benchè i nostri stomaci siano abbondantemente sazi, ci trasferiamo nella sede gestita dagli “Anni Ottanta” e intitolata alla memoria del mai dimenticato Piero Romeo. All’interno, mentre ci deliziamo i palati con le specialità del posto, ammiriamo incuriositi una serie di fotografie che adornano le pareti e raccontano le gesta gloriose dei “Nuclei Sconvolti”. Ma non solo, perchè quelle immagini ci proiettano letteralmente nel passato, un tuffo in epoche che, purtroppo, non rivivremo più.

Nell’angolo riservato a vessilli e cimeli, trova rapidamente spazio, con nostra profonda riconoscenza, la t-shirt dei “Frentani Non Tesserati”. Per tutto il tempo si susseguiranno e si alterneranno, considerazioni, pareri e punti di vista legati a qualsiasi ambito del sociale, e l’intesa tra noi e gli amici di Cosenza è massima. A notte fonda ormai, il momento dei saluti non tarda a presentarsi e non nascondiamo che diventa arduo scambiarci gli arrivederci dopo una giornata del genere che ci lasciamo alle spalle. In particolare, alla “Banda Free” e agli “Anni Ottanta” va il ringraziamento più sincero da parte della nostra cricca! Come recita il loro eloquente striscione, queste «Sono quelle cose che alla fine ti rimangono!».

Alle 03:00 circa, rincasiamo tra le mura dell’abitazione in cui alloggiamo. Ci si concede giusto qualche ora di sonno, dopodichè due ragazzi del gruppo, intorno alle 06:00, opteranno per rimettersi in cammino per l’Abruzzo (con rientro avvenuto, senza difficoltà, alle 12:30). Gli altri quattro, invece, sempre dalla mattina risulteranno formidabilmente operativi in vista della domenica. Ci vengono a prelevare i due compari della “Banda Free” che in questo weekend non ci hanno mollato un attimo (ci scusiamo per il disagio creato!) e, da Cosenza, ci avviamo verso Amantea, invitati ad andare dai componenti dell’omonimo gruppo, da una vita, protagonista indiscusso del tifo rossoblu.

Affrontando la tortuosa strada che dal capoluogo silano ci porta alla cittadina ubicata sulla costa tirrenica, ci rendiamo conto che, per loro, seguire i Lupi nelle partite interne al “S.Vito”, a tutti gli effetti, diventa una trasferta, data la non trascurabile distanza e il collegamento per niente comodo che dividono le due località. Onore a voi, dunque, che da 30 anni con sacrifici e passione ci siete sempre stati! Una volta giunti a destinazione, alcuni ragazzi ci condurranno con i mezzi in una vicina casa di campagna. Col clima marcatamente primaverile, osserviamo che si sta divinamente bene all’aria aperta. Così, in seguito ai consueti convenevoli con il resto degli Ultrà che arrivano alla spicciolata, tra un bicchiere e l’altro, si intavolano discorsi sulle rispettive situazioni di gradinata e, in generale, riflessioni su un mondo Ultras sempre più alla deriva.

Anche qui, constatiamo che la pensiamo alla stessa maniera sotto molteplici punti di vista. Dopo una laboriosa attività ai fornelli e con ingredienti tipici e quasi tutti a chilometro zero, ci degustiamo un pranzo davvero genuino ed abbondante che si protrarrà fino a pomeriggio inoltrato, intermezzato dalla rievocazione di avvincenti aneddoti accaduti anni e anni orsono (ah, nostalgia dei bei tempi andati!). Al calar del sole, con le nostre teste accaldate e annebbiate da alcol e fumi, ci accorgiamo che purtroppo si sta facendo tardi ed è il momento di darsi una smossa. Prima, però, di rimetterci in viaggio, gli amici calabresi, ci tengono a farci visitare il centro storico, all’interno del quale si trova, tra l’altro, un locale gestito da un membro del gruppo. Quindi, ci introduciamo nel cuore antico di Amantea, dove ammireremo dall’alto lo splendido paesaggio che fa di questa città la perla del Tirreno e, come ultima tappa, ci fermeremo al locale che menzionavamo sopra per i brindisi di chiusura.

Con chi abbiamo di fronte ci si dà appuntamento alla prossima occasione, che sarà in estate, alla grande festa per il trentennale di “Amantea Ovunque”. Dopo esserci salutati degnamente riprendiamo perciò la strada del ritorno che si concluderà grossomodo alle 04:00 del lunedì, carichi di emozioni e ricordi che questo fine settimana ci ha regalato e che nessuno potrà mai reprimere (almeno questi)!