Avendo una bizzarra memoria “ferroviaria” abbino spesso le partite ad alcune strade ferrate. Un convoglio che da Lecce è diretto a Roma, ad esempio, fermerà giocoforza in quel di Frosinone (a meno che non sia instradato via Metaponto, sic!). La direttrice che congiunge il tacco d’Italia con la Capitale passa come una freccia per il cuore della Ciociaria e pertanto mi fa incastonare questa sfida in un ideale “derby” della rotaia. Chiaramente si fa per scherzare, ma anche per sottolineare quanto il pallone sia sempre stato per me un modo di ampliare curiosità e conoscenze, fino a fonderle come in questo caso.

Allo Stirpe va di scena un match d’alta quota, con le due compagini che inseguono la zona promozione dando vita – ovviamente con una posta in palio nettamente inferiore, almeno nell’immediato – a un revival della finale dei Playoff di Lega Pro 2013/2014, in cui i giallazzurri conquistarono la seconda promozione in Serie B battendo per 3-1 i dirimpettai dopo i tempi supplementari.

Il tifo organizzato giallorosso è tornato sugli spalti solo una settimana prima, in occasione del roboante 4-0 ai danni del Parma e la prevendita è andata pertanto a gonfie vele con tutti i 750 tagliandi a disposizione polverizzati, più qualche altro biglietto di Curva Sud acquisito dai tifosi ospiti prima che Vivaticket provvedesse a bloccare la vendita di altri settori ai residenti nella provincia di Lecce e – successivamente e su ordine della Questura – a chiunque fosse nato a Lecce. Ci sarebbe da ridere se la cosa non facesse piangere. Evidentemente (come capita spesso ai solerti organizzatori di eventi calcistici) solo dopo qualche giorno ci si è resi conto che più di qualche salentino vive ben al di fuori dei confini provinciali e regionali.

È sempre sconcertante prendere atto di quanto la mole di “lavoro” svolta da Osservatorio, Casms, G.O.S. e Questure sia spesso e volentieri annullata dalla poca conoscenza degli argomenti trattati, se non addirittura dannosa allo svolgimento degli eventi presi in analisi.

Alla fine si gioca con una buona cornice di pubblico sebbene, vista l’importanza del match, sarebbe stato lecito aspettarsi un quasi sold out. La Nord apre le danze con la classica sciarpata sull’inno e sarà protagonista di una prova altalenante con buoni picchi durante il primo tempo e qualche difficoltà nel coinvolgere tutti nella ripresa. Performance opposta invece per i leccesi che con il passare del tempo crescono, aumentando i decibel e danno vita davvero a un’ottima prova di tifo: colore, pirotecnica (sempre bello rivederla nei nostri stadi) e voce. Un settore sempre in movimento e ben orchestrato dagli Ultrà Lecce. Non scopro certo io il valore di questa tifoseria ma resta appagante trovarla al proprio cospetto.

Il verdetto del manto verde assegna un punto per parte a reti inviolate. Ai punti probabilmente è il risultato più giusto al termine di un primo tempo che ha visto un Frosinone più arrembante e una ripresa con i salentini più propensi a mettere la testa oltre il proprio centrocampo, non riuscendo però a concretizzare in fase finale. Di sicuro i due club saranno in lizza per contendersi “un posto in paradiso” fino al termine della stagione. Esattamente sulla stessa “direttrice” che, a differenza di quella ferroviaria, ha come ultima stazione la Serie A.

Simone Meloni