Quella fra Genoa e Lazio è una partita assolutamente fondamentale per il prossimo futuro del Grifone che, nonostante il cambio al vertice societario, nonostante l’ulteriore cambio in panchina con un profilo europeo come Blessin in sostituzione di uno spaesato Shevchenko, continua paurosamente ad annaspare in campionato.

Il paradosso è che proprio nella stagione dell’uscita di scena dell’odiato Preziosi, il Genoa sia più vicino che mai a quella retrocessione che, con fortuna e un po’ di mestiere, l’imprenditore di origini campane aveva sempre scongiurato. Il paradosso nel paradosso è che la piazza sta invece rispondendo con dei numeri e con un entusiasmo che pare ci si stia giocando l’accesso alle coppe. Certo, contribuisce la rinnovata voglia di ritornare allo stadio, vista la capienza nuovamente al 100% dopo due anni di riduzione dei posti e restrizioni causa pandemia. Più di tutto però influisce appunto l’uscita di scena dello stesso Preziosi, che fra dichiarazioni al veleno nei confronti dei tifosi, denunce e processi a carico del tifo organizzato (a cui hanno contribuito proprio le sue accuse), un approccio da padre-padrone con la squadra, non verrà di certo ricordato con troppa nostalgia.

La Gradinata Nord si presenta all’appuntamento colorata da tantissime bandiere, come richiesto alla vigilia dai gruppi organizzati della Nord, offrendo un colpo d’occhio davvero molto suggestivo, al pari della colonna sonora di fondo che è sempre di ottimo livello. Non è passata inosservata la recente scomparsa di Paolone Gulliver, a cui la tifoseria ha voluto riservare l’ultimo saluto attraverso uno striscione a lui dedicato.

Circa un migliaio invece i tifosi laziali che si presentano con lo striscione “Ultras Lazio” capovolto e il solito campionario di bandiere e due aste di pregevolissima fattura. Il loro tifo risulterà un vero e proprio crescendo rossiniano, galvanizzati dal risultato di 4 a 1 con cui la contesa si chiude ampiamente a loro favore. E mentre i laziali festeggiano questa vittoria che li tiene in corsa per l’Europa, la Nord continua a sostenere la squadra fino all’ultimo minuto, indifferente alla sorte avversa e alla pesante sconfitta, consapevoli forse che la più bella vittoria l’hanno già ottenuta.

Foto di Furio Bruzzone.
Testo a cura della redazione.