Qualificazioni ai mondiali Brasile 2014, partita Perù – Uruguay del 07 Settembre 2013. Un invasore solitario entra in campo al termine della partita per dare del “Ladro” all’arbitro, a parere di molti causa della sconfitta della nazionale locale. Il ragazzo, che non compie alcun gesto violento, diventa “eroe nazionale”, senza subire alcun provvedimento restrittivo da parte delle autorità. Un gesto istintivo ma (come detto) non violento che a quelle latitudini viene preso per quello che è, ovvero una bravata, senza l’enfasi (leggasi “follia ultrà”) che sicuramente avrebbero dato certi giornali in Italia.

 

aguilarJosé Alberto López Aguilar è entrato in campo a urlare “ladro” riferendosi all’arbitro argentino Patricio Lousteau al termine della partita Perù-Uruguay disputatasi allo stadio Nacional di Lima. Aguilar è entrato correndo sul terreno di gioco del Nacional dopo la sconfitta del Perù contro l’Uruguay.

Da allora la sua vita è cambiata.

Ha lasciato l’ anonimo posto sugli spalti per fare sua la “voce di 30 milioni di peruviani” e protestare con l’arbitro argentino Patricio Loustau per la sua direzione di gara scandalosa.

Da quel momento ‘Katire’ (questo il suo soprannome) va orgoglioso dei complimenti che gli arrivano sul suo profilo Facebook e di quando la gente per strada lo riconosce come “il simbolo dell’ orgoglio peruviano”.

Aguilar ha detto che ripensandoci non è stata un’ottima scelta quella di entrare in campo, ma solo perché il suo gesto può portare alla squalifica dello stadio Nacional di Lima.

“Tutta la gente che mi sta appoggiando si identifica con il mio gesto, tutti volevano dire qualcosa all’arbitro per il suo pessimo arbitraggio che ha danneggiato la nostra nazionale”.

Apprezzo il sostegno delle persone che mi dicono “Sei un eroe” o “idolo”.

Il solitario invasore ha anche raccontato che quello che è successo dopo la partita “può avviene in tutti gli stadi del mondo e non è assolutamente un gesto violento”

“So che la mia reazione non è stata molto corretta, ma io volevo solo dire all’arbitro quello che pensavo, non attaccarlo” cosi ha detto Aguilar, che ha detto di non rimpiangere nulla del suo gesto. “Volevo dirgli molto di più. Ma sono tranquillo perché so che lui non dimenticherà facilmente le mie parole. La sua coscienza lo perseguiterà per tutta la vita”.

Traduzione Ranx, Sport People.