La Bundesliga 2, il campionato cadetto tedesco, ha aperto le danze il 15 luglio 2022, non stupisce quindi che al 17 settembre si giochi già la nona giornata. Il match che vede contrapposte Hansa Rostock e 1. FC Magdeburg, è una prima assoluta per la serie B tedesca, più per demerito degli ospiti, che nel corso della loro storia hanno sempre annaspato tra i campionati di terza e quarta serie, con qualche apparizione nella seconda divisione tedesca. I padroni di casa, invece, possono vantare una storia più blasonata, con apparizioni anche nella Bundesliga, campionato dal quale mancano però dall’ormai lontana stagione 2007/2008.

Entrambi i club rappresentano importanti realtà calcistiche dell’ex DDR, cadute però in disgrazia da quando la Germania Est è stata annessa a quella che si chiamava Repubblica Federale Tedesca. Alcuni economisti (interessante fra questi il lavoro di Vladimiro Giacché) hanno infatti parlato di Anschluss, cioè annessione anziché unificazione, evocando dal punto di vista linguistico il tentativo di Hitler di creare la “Grande Germania” annettendovi l’Austria prima della Seconda guerra mondiale.

Come spesso accade, i processi di accorpamento portano con sé non indifferenti strascichi. Sul piano economico per esempio, la Germania dell’Est ha vissuto più o meno quanto in Italia è accaduto con l’Unità, con l’est più povero costretto ad inseguire il ricco ovest. Se è vero che il calcio è lo specchio della società, il parallelismo tra Italia e Germania può essere traslato non solo sul piano economico ma anche sul piano calcistico, dove club blasonati versano da anni in disgrazia, provando con difficoltà a rialzarsi. Così mentre in Italia piazze storiche del calcio meridionale come Napoli, Bari, Palermo, ecc. cercano fra mille difficoltà di competere con i ricchi club del nord, così come in Germania si registra il netto predominio dell’Ovest a discapito dei club dell’est. Il calcio, tuttavia, almeno nel corso dei 90 minuti, riesce a congelare o sbugiardare le ragioni extra-sportive, annullando ogni divario di partenza e regalando agli spettatori l’illusione di eguaglianza, laddove quello che conta sono i colori e il nome della propria città.

Gli spettatori presenti al‘Ostseestadion (letteralmente “Stadio del Mare dell’Est”) di Rostock sono circa 26.500, numero davvero importante, specie se rapportato a quelli che mediamente siamo abituati a contare in Italia. Se sugli spalti qualcuno si aspettava il classico derby est europeo, particolarmente caldo e contrapposto nelle sue due anime, rimarrà parzialmente deluso: le due tifoserie, posizionate fra l’altro nella stessa tribuna a poca distanza l’una dall’altra, sosterranno ognuna la propria compagine, senza sfottò di sorta e con una sostanziale indifferenza fra loro.

I ragazzi di Rostock, entrando nello specifico, rappresentano una realtà ormai consolidata in Germania dal punto di vista ultras, con un’anima in cui convergono diverse espressioni giovanili delle più disparate fra loro, in cui si possono riscontrare tanto contiguità con la scena rap e punk cittadina, storicamente ascrivibili più alla sinistra, quanto elementi della destra estrema, un grande classico in zone dell’Est reduci dalla dominazione politica e culturale sovietica dove, per reazione, si assiste spesso all’ascesa di questi opposti estremismi.

Tornando al tifo propriamente detto, i padroni di casa entrano subito in partita con una sciarpata notevole, mentre sul piano canoro il loro volume è davvero assordante, con un sostegno continuo e compatto per tutta la durata della gara. Non saranno fra i più creativi, colorati ed originali del paese, ma il loro tifo è davvero bello, su questo c’è davvero poco da dire.

Gli ospiti, invece, deludono parzialmente le aspettative: per quanto siano riusciti ad esaurire tutta la scorta dei biglietti a loro disposizione, all’aspetto quantitativo non fanno corrispondere un altrettanto positivo livello qualitativo, con un tifo canoro altalenante ed in cui prevalgono per lo più i cori a ripetere. Non particolarmente appariscenti dal punto di vista del colore, riescono comunque a mettere in scena una bella sciarpata. Il verdetto del campo, infine, vede i padroni di casa imporsi con un secco 3-1.