E’ esplosa la rabbia. Contestati e respinti, un’altra volta. Contestati, invitati ad andare « a lavorare» , a tirare fuori le«p….» . Sotto la curva non li hanno voluti a Bergamo e non li hanno voluti neppure a Nicosia, ieri sera s’è rivista la scena di domenica. Marchetti a fine partita s’è avvicinato al settore ospiti con altri compagni, tutti insieme volevano ringraziare e salutare i cento fedelissimi presenti allo stadio “Gsp”, avevano sfidato ostacoli e costi di viaggio pur di esserci. Erano infuriati i tifosi, non c’è stato nessun abbraccio, non c’è stato nessun applauso, son volate solo offese e proteste. I tifosi si sono catapultati verso le ringhiere, hanno inveito contro i giocatori, erano faccia a faccia. Marchetti ci aveva provato anche a Bergamo ad avvicinarsi al settore ospiti, ieri ha tentato di rispondere, chiedeva «ma che volete? Ma che volete?» . Poi ha allargato le braccia in segno di rassegnazione, s’è tirato indietro e ha fatto rientro nello spogliatoio, era sconsolato. Lo stesso ha fatto Ledesma.  I tifosi sono stanchi, vedono la Roma in vetta alla classifica dopo averla schiantata in Coppa Italia, nel giorno del giudizio. I tifosi sono amareggiati, non vedono segnali di crescita, non esultano da settimane. I tifosi imputano varie colpe ai giocatori e all’allenatore, non più solo ai dirigenti. Troppi personalismi, troppi pensieri rivolti alle Nazionali, troppe disattenzioni, sono alcune delle accuse che si sentono nelle radio, che si leggono sui forum. Troppo amore, troppa delusione, nessuno può punire i fedelissimi della Lazio. Hanno inscenato la loro protesta, vogliono la svolta.

[Fonte: Lazialità]