La Covisoc ha emesso i suoi verdetti: in Serie B escluso il Palermo; in Serie C non hanno presentato domanda d’iscrizione Albissola, Lucchese e Siracusa, mentre risultano incomplete le richieste d’iscrizione di Arzachena e Foggia. Prossima scadenza 8 luglio, termine entro il quale muovere ricorso. Al netto di tutte le considerazioni su certe scellerate gestioni societarie, il cui conto giocoforza deve essere pagato, spiace che il prezzo più salato resti poi a carico delle tifoserie. Spiace per Siracusa, per una piazza immensa e storica del sud Italia come Palermo, per Lucca che aveva mostrato una rinnovata vitalità nell’ultimo periodo e che anche grazie alla sua tifoseria s’era guadagnata sul campo una salvezza che aveva un che di miracoloso. Spiace soprattutto per Foggia che in questi due anni di Serie B aveva fatto vedere dei numeri e un tifo con pochi pari in tutto il resto del Paese, Serie A compresa. Ovviamente fa male anche vedere affondare piccole realtà come Arzachena, espressioni di quel calcio di provincia che è stato sempre ossatura o meglio ancora, linfa vitale del pallone nostrano. A parziale risarcimento degli amanti di questo sport e al netto di ulteriori ribaltoni in sede giudiziaria, c’è il ritorno in cadetteria del Venezia che a sua volta libererebbe un posto in C per l’Audace Cerignola, travolgente nei playoff di D a danno del Taranto. Virtus Verona, Fano e Bisceglie andrebbero a prendere il posto delle rinunciatarie, di chi non ha proprio presentato domanda, mentre una definitiva bocciatura dei ricorsi eventuali di Foggia e Arzachena aprirebbe le porte ad altri due ritorni importanti, Modena e Reggio Emilia, a loro volta passati attraverso le forche del fallimento solo una stagione addietro. E la speranza alla fine è proprio questa: che anche quelle squadre che si troveranno a dover fare gli stessi conti con lo stesso infame destino, possano vedere presto la loro sorte ribaltata e la passione delle proprie tifoserie risarcita.
MF