Quando ho la possibilità di tornare a vedere i ragazzi dell’Ideale Bari per una partita al “Variato”, lo faccio sempre con estremo piacere. So già che non resterò mai deluso, anche se so altrettanto bene che sui gradoni troverò una sola tifoseria, ma sempre capace di riempire la giornata di voce, passione ma soprattutto contenuti importanti. In sostanza una prova pratica che – come si dice – un altro calcio è davvero possibile, e rassegnarsi alla sua commercializzazione o svendita non è una scelta obbligata.

Japigia arriva la capolista Olimpia Terlizzi, per un match che in campo si preannuncia molto interessante ma alcune decisioni arbitrali hanno reso da subito la giornata complicata per gli undici biancorossi: dopo appena un quarto d’ora di gioco, infatti, l’Ideale resta in dieci uomini. Nonostante l’inferiorità numerica però, la squadra continua a combattere e creare diverse occasioni, sprecate solo per un po’ di imprecisione e sfortuna.

La gara sul rettangolo di gioco si chiude a reti inviolate, con la formazione di casa che può uscire a testa alta, sapendo di aver dato tutto, lottando fino all’ultimo minuto per conquistare l’intera posta in palio, nonostante l’uomo in meno per larga parte del tempo.

Sugli spalti, invece, monologo assoluto degli ultras baresi. Tifo incessante, rumoroso, compatto, accompagnato da cori potenti e braccia costantemente al cielo. Nella ripresa vengono accese anche un paio di torce, che nelle partite serali regalano sempre quel tocco in più e contribuiscono a creare un’atmosfera unica.

Anche a margine di questa gara, se mai ce ne fosse stato bisogno, si può dire che gli ultras dell’Ideale non hanno deluso le aspettative: continui, potenti, testardi, coerenti, hanno insomma tutte le migliori qualità che si possano pretendere dagli interpreti di questo particolare concetto che è il calcio popolare, un’idea talvolta fraintesa ma che loro affermano e sottolineano nel solco dell’aggregazione, della condivisione più totale di idee e azioni. Nonostante la mancata vittoria in campo, sugli spalti la partita la vincono come sempre loro.

Testo e foto di Erredi