È finito in manette a distanza di un mese dalla sua ordinanza di arresto, F. P.: stava vedendo la sfida con l’Apollon Limassol

ROMA. È finito in manette a distanza di un mese dalla sua ordinanza di arresto, il capo ultras della Lazio F. P., alias D. Dalle indagini del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma delle Fiamme Gialle era emerso che P., finora irreperibile nonostante il mandato di arresto, era a capo di un gruppo criminale che gestiva un traffico di droga internazionale lungo l’asse Italia-Spagna. È stato tradito dalla sua fede calcistica ed arrestato proprio dopo aver visto iera sera l’ultima partita della Lazio con un amico davanti alla tv.

PIZZA – I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma lo hanno rintracciato e arrestato la scorsa notte in un appartamento anonimo alla periferia di Roma, nel quartiere Casalotti. Il covo è stato trovato nel tempo, passaggio dopo passaggio: dalla consegna della biancheria sporca ad una semplice ordinazione di una pizza per vedere, “tra amici”, la recente partita di coppa della Lazio, in Europa League contro l’Apollon. Nella tarda serata del 24 ottobre, A. T. di 26 anni, oggi anche lui arrestato, aveva parcheggiato la propria auto a diversi isolati dal luogo dove aveva trovato sicuro rifugio il capo ultras. Circondato l’edificio, non restava che aspettare la fine della partita: con il fischio finale dell’arbitro terminava anche la latitanza del P. Dopo l’irruzione dei militari nell’appartamento, in manette sono finiti anche la moglie di P. e i due padroni di casa, arrestati per favoreggiamento e ora ai domiciliari. Nel covo è stato sequestrato anche diverso materiale: mazze di legno, sfollagente, fruste, asce, catane giapponesi, una pistola a salve e munizioni. Ma anche disturbatori di radiofrequenze e reti, sia fissi che portatili, per non essere individuabili.

[Fonte: Corriere dello Sport]